Il termine acero (appuntito), indica alcune centinaia di specie di piante con foglie a punta, di svariate grandezze, con esemplari che appena superano il metro per arrivare a piante che sfiorano i 30 metri. Sono piante che resistono alle varie situazioni climatiche, comprese le gelate. Si riproducono per innesto o per talea.

Le specie di acero individuate per creare bonsai, sono l’Acero Giapponese (Acero palmato), l’Acero tridente e l’Oppio o Acer Campestre, molto apprezzati per ornare giardini e viali, per la loro eleganza e vivacità dei colori delle foglie, soprattutto durante la stagione autunnale. In particolare, l’Acero tridente o Acer buergerianum è caratterizzato da una crescita abbastanza lenta e foglie che diventano di un bellissimo colore arancione con l'arrivo dei primi freddi, mentre l’Oppio o Acer Campestre, presenta una chioma folta e foglie rivolte verso il basso, che con i primi freddi invernali diventano di colore giallastro.

Come tutte le piante, anche il Bonsai acero deve essere innaffiato durante tutte le stagioni, con intensità e frequenza diversa, in funzione della stagione, della zona climatica, della grandezza del vaso, del potere drenate del terriccio. Le variabili sono molte, per cui guidati dall'esperienza e dal buon senso, bisogna innaffiare quando il terriccio non presenta tracce del precedente intervento e risulta completamente asciutto. Bisogna tene presente che le piante soffrono più l'abbondanza d'acqua che la siccità, per cui in caso dubbio se innaffiare o meno è sempre opportuno rimandare l'operazione. L'operazione di innaffiatura deve essere ripetuta più volte a distanza di pochi minuti, per dar modo al terreno di trattenere la massima quantità d'acqua. L'acqua va versata lentamente e direttamente sul terreno, evitando di bagnare le foglie. Durante l'estate bisogna innaffiare di sera tardi o mattina presto. Meglio di sera perché durante la notte il terreno conserva più a lungo l'umidità. Durante l'inverno, bisogna innaffiare durante le ore calde della giornata. Volendo dare delle indicazioni di massima, durante la stagione invernale, per il Bonsai acero potrebbe necessario sospendere completamente gli interventi o innaffiare al massimo 1 volta al mese. Durante la stagione estiva in genere si innaffia tutti i giorni, mentre durante la primavera e l'autunno risulta sufficiente innaffiare ogni 3-4 giorni.

In considerazione della grandezza del vaso e quindi della limitata quantità di terreno che ospita le radici, diventa necessario integrare periodicamente i nutrienti, con interventi di fertilizzazioni. La concimazione accompagna il Bonsai durante la stagione vegetativa, con eccezione dei periodi particolarmente caldi dei mesi di Luglio e Agosto. Pertanto, ogni 20-30 giorni, bisogna diluire una dose di concime nell'acqua da utilizzare per l'innaffiatura. Prima della fertilizzazione bisogna bagnare adeguatamente il terriccio, per evitare danni alle radici. Sebbene il concime solido granulare viene assorbito più lentamente, risulta più pratico quello liquido.

Vediamo adesso gli interventi tipici dell'Arte bonsai: potatura, rinvaso e applicazione dei tutori, quali fili, pesi e tiranti.

In base all'età del Bonsai acero, abbiamo la potatura di formazione o allevamento che accompagna la pianta durante i rimi anni di vita e la potatura di produzione o mantenimento che segue la pianta adulta. La potatura di formazione mira a formare lo scheletro della pianta, nel rispetto del portamento naturale della specie che non ha subito manipolazioni da parte dell'uomo. La potatura di mantenimento, come si evince dal nome, mira a mantenere nel tempo il risultato conseguito. Il periodo migliore per i più incisivi interventi di formazione coincide con la fine inverno-inizio primavera, quando il Bonsai acero si sta preparando per la nuova stagione vegetativa, mentre i soft interventi di mantenimento vengono eseguiti nel corso dell'anno. Con essi si provvede ad eliminare gli eventuali rametti interessati da patologie (secchi, spezzati, malati, infestati da parassiti, con andamento irregolare). Per gli interventi di potatura dei bonsai, bisogna usare attrezzi specifici, di qualità e bene affilati, come le forbicine con il manico lungo che consente di arrivare nei vari punti del bonsai senza danneggiare la chioma. Il kit degli attrezzi in possesso della quasi totalità dei bonsaisti, comprende le forbicine per le foglie, le forbicine per le radici, una serie di piccole cesoie. Gli attrezzi devono assicurare tagli netti e le ferite più grandi vanno trattate con crema cicatrizzante, che ne velocizza la cicatrizzazione.

Durante i primi anni di vita il Bonsai acero deve essere rinvasato annualmente. La frequenza diminuisce man mano che il bonsai diventa adulto, quando diventa sufficiente rinvasare ogni 4-5 anni. Il periodo migliore per il rinvaso coincide con la fine del periodo di riposo vegetativo, con l'arrivo della primavera, quando il bonsai si sta preparando per la nuova stagione vegetativa. In occasione del rinvaso si provvede a sostituire il terreno, il vaso ed accorciare le radici, in particolare quelle più legnose e grandi. L'intervento sule radici mira a creare maggiore spazio e confort alle radici capillari, molto più utili all'alimentazione del bonsai. Il vaso, per dimensioni, materiale e forma, deve essere scelto i funzione della grandezza e specie del bonsai. In particolare, l'altezza del vaso deve essere avvicinarsi al diametro de tronco del bonsai alla base. Il terriccio deve assicurare un buon drenaggio, scongiurando ristagni idrici e marciume radicale. Risulta indicata una miscela composta per il 70% da terriccio universale, per il 30% da sabbia. Prima di utilizzare il vaso, bisogna proteggere i fori di drenaggio con una griglia o della ghiaia, al fine di evitare dispersione di terriccio, in occasione delle innaffiature. Con la griglia si crea anche una barriera all'ingresso di eventuali parassiti.

L'applicazione dei tutori completa gli interventi dell'arte bonsai. In particolare, si interviene con fili di rame del diametro di 2-3 mm, rivestiti con una guaina di gomma morbida, per evitare di segnare la corteccia nei punti di ancoraggio. Il periodo migliore per l'applicazione dei fili coincide con la stagione vegetativa, durante la quale è possibile intervenire sui rami giovani, più flessibili e sensibili alle correzioni. I fili devono essere lasciati per diversi mesi, per evitare che, una volta rimossi, i rami tendano ad assumere la posizione originaria. Per evitare che i rami si possano spezzare, alcune ore prima dell'applicazione dei fili, è opportuno procedere ad un'abbondante innaffiatura. Gli eventuali tiranti, applicati per imprimere ai rami un andamento a raggiera o addirittura verso il suolo, si possono ancorare al vaso.

Il Bonsai acero, pur essendo una piante resistente, potrebbe essere attaccata da afidi, ragnetto rosso e cocciniglie, dai quali difendersi con interventi preventivi di insetticida. Le eventuali incrostazioni biancastre, dovuta alla presenza delle cocciniglie, devono essere rimosse manualmente con uno spazzolino non particolarmente duro, operando con molta cura per evitare di danneggiare le parti della pianta interessate. Oltre all'intervento manuale, la chioma può essere spruzzata con una soluzione a base di olio di pino, vegetale o minerale. In presenza di un ambiente umido e non sufficientemente areato, le foglie del bonsai acero potrebbero essere coinvolto da una polvere bianca (mal bianco o manna). In presenza di questa patologia, bisogna agire su 2 fronti: spostare il Bonsai in un ambiente più sano e sufficientemente areato e provvedere a sfoltire la chioma per meglio arieggiarla.

Loading