Blocchi: caratteristiche, tipi, utilizzi e prezzi.

I blocchi rappresentano i principali elementi di costruzione del settore edile. La scelta del tipo di blocco va fatta in funzione delle caratteristiche che deve presentare la relativa muratura. Esaminiamo i vari tipi e l’utilizzo per cui essi sono adatti.

Blocchi: caratteristiche, tipi, utilizzi e prezzi

Che cosa è un blocco?

Un blocco è per definizione una quantità compatta di materiale avente un volume consistente. Applicando questa generale definizione al nostro campo di interesse ovvero ai materiali per l’edilizia possiamo dire che i blocchi sono quei manufatti realizzati con:

  • Materiali differenti sia naturali (rocce o pietra) che artificiali (calcestruzzo, laterizio, vetro).
  • Forma solitamente di un parallelepipedo, ma ne esistono anche di altre forme.
  • Dimensioni (larghezza, altezza, spessore) differenti ma solitamente standardizzate e costanti e spesso multiple di un stesso modulo.
  • Volume (larghezza x altezza x spessore) superiore ai 5500 cm3. Per volumi inferiori non si parla più di blocchi ma di mattoni.
  • Caratteristiche tecniche ben definite, costanti e certificate dal costruttore in una speciale scheda tecnica di corredo. Scheda tecnica la cui consultazione consentirà al progettista di scegliere, fra i tanti presenti sul mercato, il blocco più idoneo alla struttura che si dovrà realizzare visto che le caratteristiche di quest’ultima sono una diretta conseguenza di quelle dei suoi costituenti elementari.

Un po’ di storia.

I blocchi naturali, anche se prodotti con metodi molto artigianali, sono sempre stati utilizzati fin dall’antichità. Ma in passato il loro utilizzo era più problematico in quanto gli elementi di una cava non sempre avevano caratteristiche costanti, ed il sistema di lavorazione era non standardizzato ed approssimativo, il che rendeva problematica la progettazione delle strutture. Infatti gli unici parametri più meno certi dei blocchi così ottenuti erano la resistenza meccanica (approssimativamente quella del materiale) ed il volume.
Anche alcune tipologie di blocchi artificiali, e precisamente quelli in laterizio, erano noti ed usati fin dall’epoca romana ma anche a loro la produzione artigianale non riusciva ad assicurare una costanza di dimensioni e caratteristiche.
La rivoluzione del settore giunge alla fine della seconda guerra mondiale con la necessità di ricostruire i disastri causati da questa. Si sviluppa perciò la produzione industriale sia del cemento che dei blocchi artificiali in laterizio e in calcestruzzo. La catena industriale impone una rigida standardizzazione dei processi produttivi cosa che finalmente consente la realizzazione di blocchi con caratteristiche precise, stabilite a priori dal costruttore, e ripetibili nel tempo. Ovviamente da quel momento in poi i processi produttivi si sono progressivamente affinati giungendo ai nostri giorni a fornirci blocchi artificiali con caratteristiche: ben precise, ripetibili, modulabili in una ampio campo dei parametri e determinabili prima della produzione. Condizione che consente ai progettisti di poter stabilire con estrema precisione ed a priori le caratteristiche delle strutture che si andranno a realizzare.Parallelamente alla produzione industriale dei blocchi artificiali si sviluppavano nuove tecniche di taglio dei blocchi naturali con seghe meccaniche con controllo computerizzato anziché con piccone. Ovviamente ne consegue perfetto controllo, precisione e squadratura dei manufatti

Tipologie: i blocchi naturali ed artificiali.

E’ possibile classificare i blocchi secondo vari criteri. Il primo fra tutti e di cui, anche se in maniera non esplicita, si già fornito un accenno è in funzione del materiale con cui sono realizzati.

Secondo tale criterio potremo avere: blocchi naturali e blocchi artificiali.

I blocchi naturali sono essenzialmente realizzati con rocce. Esistono in natura 3 tipologie distinte di rocce e precisamente quelle: magmatiche (formatesi per solidificazione di lave), sedimentarie (formatesi per solidificazioni di detriti di varia natura), (si formano da rocce preesistenti di uno dei 2 tipi precedenti per l’azione di temperatura e pressione). Ovviamente i possibili tipi di blocchi realizzati con tali materiali sono numerosi in più comuni sono:

  • Blocchi in tufo. Sono rocce magmatiche e le loro caratteristiche cambiano anche notevolmente con la località di origine. In passato nel nostro paese sono stati gli elementi di costruzione più utilizzati. Attualmente vengono ancora usati per le loro funzioni decorative in muri di giardini.

Approfondisci le caratteristiche dei blocchi in tufo.

  • Blocchi in marmo. Si ottengono per taglio di rocce metamorfiche a base di carbonato di calcio. Hanno anche essi funzioni estetiche.
  • Blocchi in arenaria. Si ottengono per taglio di rocce sedimentarie. Un esempio è la pietra leccese che in Puglia è ancora per il suo basso costo diffusamente utilizzata per piccole costruzioni.

I blocchi artificiali prevedono 3 grandi famiglie e precisamente:

  • Blocchi in calcestruzzo. Ovviamente sono realizzati con calcestruzzo (cemento di Portland, ossido di calce, sabbia di silice ed acqua) a cui possono essere aggiunti speciali additivi per esaltarne alcune peculiari caratteristiche. Ad esempio l’aggiunta all’impasto di calcestruzzo di polvere di alluminio in piccole percentuali sviluppa idrogeno che farà lievitare la miscela originando nella sua massa un gran numero di piccoli alveoli riempiti inizialmente dal gas e poi da aria. Gli alveoli conferiranno ai blocchi così ottenuti leggerezza senza inficiarne la resistenza meccanica (blocchi in calcestruzzo alveolare autoclavati) e ne incrementano il potere di isolamento termoacustico. I blocchi in calcestruzzo hanno dimensioni molto varie e modulari e potranno essere realizzati sia per essere successivamente intonacati che montati faccia a vista. Inoltre variando opportunamente il dosaggio dei componenti ed il volume di eventuali cavità si potranno ottenere blocchi in calcestruzzo per pareti portanti (con levate resistenze meccaniche) e blocchi per pareti non portanti. Inserendo nelle cavità dei blocchi non portanti materiale con buone doti di isolamento termoacustico si otterranno blocchi particolarmente idonei alle tamponature (dividono l’ambiente interno da quello esterno) e quindi idonei a trattenere il calore interno e bloccare i rumori provenienti dall’esterno. Oltre alla classica forma di parallelepipedo esistono anche blocchi in calcestruzzo con forme particolari come i blocchi correa (con profilo ad U) per realizzare gli architravi ed i blocchi mazzetta con una gran cavità interna destinata ad alloggiare calcestruzzo ed armatura per pilastri.
  • Blocchi in laterizio. Si ottengono cuocendo a temperature elevate un impasto di argilla, carbonato di calcio, ossido di ferro, sabbia. Dosando opportunamente i componenti ed aggiungendo alcuni additivi è possibile esaltare, anche per questa tipologia, alcune caratteristiche. Ad esempio aggiungendo all’impasto del materiale organico che verrà calcinato in fase di cottura si otterrà nella struttura dei blocchi una miriade di alveoli che ne aumenta leggerezza e isolamento termoacustico. Variando poi opportunamente la percentuale dei fori e quindi delle cavità si varierà la resistenza meccanica. E quindi si potranno ottenere blocchi per ogni tipologia di muratura. Inserendo nelle cavità materiale a bassa trasmittanza termica si otterranno blocchi con elevato isolamento termoacustico e quindi idonei alle tamponature. Per tutte queste tipologie vi saranno versioni da intonacare e versioni che per finitura, colore e trattamento potranno essere lasciate faccia a vista. La forma tipica per questo tipo di bocco è quella del parallelepipedo con dimensioni modulari ma esistono anche forme speciali come le pignatte e le volterrane che sono usate per costruire solai.
  • Blocchi in vetro. Sono in vetro trasparente e variamente colorato e servono ad erigere pareti o solai. Servono a dar luce ad ambienti poco illuminati. Con particolari accorgimenti si riesce a modularne le caratteristiche ottenendo così elementi con buone doti di resistenza meccanica tanto da essere soggetti tranquillamente a calpestio e buon isolamento termoacustico. La forma tipica dei blocchi in vetro è la classica formella ma in commercio sono reperibili anche forme particolari per usi specifici.

Caratteristiche dei blocchi. Scheda tecnica.

Le caratteristiche,ovviamente, variano con la tipologia. Sono comunque raccolte nella scheda tecnica di cui si è già fatto accenno.

Una scheda tecnica tipo riporta:

  • Nome del prodotto.
  • Succinta descrizioni delle caratteristiche essenziali. Ad esempio Argilla faccia a vista idrofugato e quindi blocco in calcestruzzo contenente argilla espansa, idoneo alla posa in opera faccia a vista, con trattamento superficiale idrofugo per garantire la tenuta all’acqua.
  • Dimensioni (lunghezza x altezza x spessore).
  • Peso di un singolo elemento.
  • Percentuale di foratura. Ovvero 100 F/A. Dove A è l’area della sezione del blocco che si ottiene con un piano ortogonale ai fori ed A l’area dei fori.
  • Calore specifico. Ovvero la quantità di calore necessaria per innalzare di un grado 1 Kg di blocco. Si misura in Joule/ Kg x gradi Kelvin
  • Resistenza alla compressione. Ossia il massimo carico per compressione in Newton/ mm2 che il blocco è in grado di sopportare prima della rottura.
  • Assorbimento per capillarità. Ossia la quantità di acqua per unità di superficie di un provino del blocco posto con una sola faccia a contatto con l’acqua.
  • Permeabilità al vapore. Ossia quanto il blocco risulta ermetico al vapor d’acqua si misura paragonandolo all’aria e quindi un valore di 5 indica che il blocco è 5 volte più emetico dell’aria.
  • Trasmittanza termica. Misura la potenza termica che il blocco scambia per ogni metro quadro quando è sottoposto ad una differenza di temperatura di un grado. Si misura in Watt/m2 x gradi Kelvin.
  • Fonoassorbenza. Capacità di assorbire l’energia sonora che si misura con una unità adimensionale che è il decibel.
  • Resistenza al fuoco. Misura la capacità del blocco di mantenere inalterati per un tempo stabilito i parametri: R resistenza meccanica, E ermeticità ossia attitudine a non sviluppare fiamme, I isolamento termico.

Utilizzo e prezzi di questi manufatti per l’edilizia

I blocchi servono ad erigere pareti di qualunque tipologia ed a costruire solai. Ovviamente la scelta verrà fatta in funzione delle caratteristiche tecniche della costruzione che si vuole ottenere scegliendo tra i vari tipi di blocchi quello che ha dati tecnici (desunti dalla scheda) più confacenti alle nostre esigenze:

  • In genere, la scelta dei blocchi di tufo o di marmo è dettata da motivazioni estetiche, ecologiche ed ambientalistiche. Vengono utilizzati per la realizzazione di muri di cinta, costruzione di muretti di contenimento, opere che concorrono all’arredamento;
  • I blocchi in calcestruzzo vengono scelti per motivazioni di ordine tecnico ed economico. Sono utilizzati per la realizzazione di murature portanti, murature di tamponamento, per murature taglia fuoco per muri di contenimento. Un blocco in calcestruzzo costa da 1,5 € a 2,5 €.
  • I blocchi in laterizio, grazie alle caratteristiche di leggerezza che assicura un confortevole trasporto e posa in opera, di resistenza, potere fono-assorbente, vengono utilizzati per ogni tipologia di muratura. Un blocco in laterizio oscilla da 1 a 3 euro circa.
  • I blocchi in vetro vengono utilizzati scopo architettonico e per far passare luce per la realizzazione di solai, pareti perimetrali, pareti divisorie. Il prezzo di un blocco in vetro si aggira in media sui 4/5 euro

Supervisore: Giuseppe Travaglione
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