Attrezzi per pitturare casa


Attrezzi per pitturare casa


Segue una sintetica guida informativa sugli attrezzi per pitturare, dai pennelli alla pennellessa, dal rullo allo scaletto, dalle spatole alla carta vetrata, dal nastro adesivo al trabattello, dal secchio al viscosimetro, ai teli di plastica.

Gli attrezzi per tinteggiare.

Nastro adesivo e scotch carta.

Da utilizzare rispettivamente per fissate i teli di plastica ed i fogli di giornale per preservare infissi e porte.

I teli di plastica.

Per proteggere dalla polvere i mobili voluminosi che di norma si raccolgono al centro della stanza. Sono da comprare presso il colorificio o un qualsiasi negozio di ferramenta e da fermare sui mobili, come abbiamo detto, con nastro adesivo.

I giornali.

Da ridurre opportunamente in strisce per proteggere infissi, porte e rispettive cornici e coprifilo, cui fissare con scotch di carta.

Le spatole.

Di varia forma e dimensioni, da utilizzare per preparare il fondo a ricevere la carteggiatura (rimozione parti scrostate e stuccatura di fori, spaccature e crepe).

La carta vetrata.

  Agrana decrescente per carteggiare le pareti e prepararle a ricevere la tinteggiatura.

Il secchio.

Di plastica e munito di manico, per preparare l’idropittura, non molto grande da poter essere poggiare sull’ultimo gradino dello scaletto.

Il viscosimetro.

Serve a stabilire se la pittura presenta il giusto grado di viscosità. Se non si possiede sufficiente esperienza per valutare questa caratteristica della pittura, è possibile ricorrere a questo pratico e semplice strumento. Esso altro non è che un imbuto nel quale versare l’ idropittura - di cui si vuole conoscere il grado di viscosità - e rilevare il tempo che lo stesso impiega per svuotarsi completamente. Su una apposita tabella di cui e corredata l’attrezzatura, si possono leggere i “tempi corretti” per il completo svuotamento dell’imbuto. In questo modo, diventa semplice diluire la pittura nella giusta misura.

La pennellessa.

 A setole naturali o sintetiche viene utilizzata per pitturare superfici non eccessivamente grandi, rispettivamente per idropitture e vernici.

I pennelli.

Come le pennellesse, possono essere a peli naturali e sintetici. Quelli a peli naturali, utilizzano in genere le setole di maiali e cinghiali. Questi ultimi sono più resistenti. Possono essere tondi o rettangolari, mentre per i posti di difficile accesso, come dietro i termosifoni o negli angoli o parti nascoste, il mercato offre pennelli curvi, con manico lungo, ecc.

ll rullo.

Spesso usato in luogo del pennello, è costituito da un cilindro di plastica rivestito di peli morbidi che ruota su di un asse, al quale è collegato una impugnatura a “L”. Il rullo viene utilizzato unitamente ad una vaschetta munita di un’apposita griglia. Il rullo viene intinto nella vaschetta contenente il coloro e lo si strizza facendolo ruotare sulla griglia sistemata sulla vaschetta. Tale operazione assicura l’eliminazione delle pittura in eccesso, evitando che la pittura possa gocciolare. A secondo la bontà della parete da attingere si usa un rullo con il pelo più o meno lungo. Ovviamente quanto meno perfetta è la parete da tinteggiare tanto più lungo deve essere il pelo del rullo. In tal modo diventa più facile coprire le irregolarità che la parete presenta. Per lavori impegnativi per quantità di superfici da trattare, risultano maggiormente indicati i rulli rifiniti in spugna o cotone, mentre bisogna optare per quelli in velluto qualora in luogo dell’idropittura si usano vernici. Viene anche utilizzato per stendere sulle pareti nuove o interamente stuccate il previsto, per otturarne i pori, al fine di uniformare e regolare l’assorbimento della pittura.

Il tampone di mohair.

Usato in alternativa dei tradizionali pennelli e del rullo, ha la peculiarità di non produrre colature e di assicurare un buon risultato. In commercio è possibile trovarli di forme e grandezza desiderata. E’ costituito da un materiale sintetico a pelo molto folto in grado di cedere gradualmente l’idropittura di cui viene imbevuto. Il loro utilizzo, come per il rullo, presuppone l’apposita vaschetta per intingerli. Possono essere di origine naturale e di origine sintetica.

Il poggiamano.

Tondino di legno di circa mezzo metro con un tampone di gommapiuma collocato all’estremità. Ha la funzione di reggere la mano che tiene il pennello, fornendo ad essa una buona stabilità. Questo accorgimento consente di gestire meglio il pennello, in particolare per eseguire linee diritte: basti pensare alla linea che separa le pareti dal soffitto, che nella quasi totalità dei casi presentano un colore diverso. Infatti, il soffitto è quasi sempre bianco.

Lo scaletto.

Deve essere robusto, sufficientemente alto e con il blocco di sicurezza.

Il trabattello.

Detto anche ponteggio, è costituito da un’impalcatura realizzata con tubi di ferro e pianali di calpestio generalmente in legno con il perimetro in metallo. Anche se per tinteggiare il soffitto e la parte alta delle pareti molti operatori si servono esclusivamente di scaletti, il trabatello è più sicuro, confortevole e velocizza il lavoro. Trova impiego non solo per tinteggiare, ma per svariate operazioni edili da effettuare ad una certa altezza. I trabattelli sono in genere muniti di ruote (da bloccare durante l’utilizzo) che ne agevolano lo spostamento. Presentano grandezza, caratteristiche e prezzi diversi, in grado di soddisfare le varie esigenze.

Inutile dire che lo scaletto ed il trabattello possono essere entrambi presenti, ma si può optare anche per uno dei due, lo stesso dicasi per il rullo e la pennellessa o il tampone di mohair, come ovviamente si può rinunciare al poggiamano.

Supervisione: Giuseppe Travaglione

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