Verniciatura della plastica fai da te. Vernici e tecnica.

Come la maggior parte dei materiali, anche le strutture in plastica si prestano ad essere verniciate. Scopriamo le tecniche e le vernici migliori per evitare che con il tempo la verniciatura tenda a scrostarsi.

Verniciatura della plastica fai da te. Vernici e tecnica

Verniciatura della plastica: cos'è?

La verniciatura della plastica, come quella di molti altri materiali, è un ciclo di successive operazioni, effettuate a distanza di prestabiliti intervalli di tempo, con cui si trasferiscono, con tecniche che possono essere differenti, al supporto vari e differenti prodotti. Prodotti che seccando e/o reticolando generano un film sottile, sul supporto.

Cenni sulle materie plastiche.

Le materie plastiche sono composti organici a peso molecolare molto alto costituite da lunghe catene di elementi di molecole elementari. In funzione delle loro caratteristiche le plastiche possono differenziarsi in:

  • Termoplastiche. Sono comunemente rigide a temperatura dell’ambiente per riscaldamento diventano molli. Il procedimento può essere ripetuto il numero di volte che si desidera. Appartengono a detta categoria le seguenti resine:
    • Polipropilene (abbreviato PP). Polimero con formula chimica (C3H6)n. E’ un materiale con contenuto rapporto massa volume, elevato carico di rottura (massima forza applicabile prima che il materiale si rompa) e buona resistenza all’abrasione.
    • Polietilene (abbreviato PE). Polimero con formula chimica (C2H4)n. E’la materia plastica più semplice ed economica ed ha ottime capacità di isolamento. Viene usato: per fabbricare sacchetti, come guaina isolante di fili elettrici, come tubo, come contenitori, etc.
    • Polistirene (abbreviato PS). E’ noto anche come Polistirolo ed è un polimero dello stirene quindi con formula chimica (C8H8)n. E’ chimicamente inerte rispetto a molti prodotti corrosivi e viene usato per imballi e come materiale isolante.
    • Polivinilcloruro (abbreviato PVC). E’ un polimero del cloruro di polivinile con formula chimica (–CH2-CHCl-)n. E’ probabilmente la materia plastica più usata. Ha infatti infinite applicazioni: Tubazioni, rubinetti, serbatoi, contenitori, fibre, dischi, etc.
    • Acrilonitrile-butadiene-stirene (abbreviato ABS). Copolimero dei monomeri acrilonitrile, butadiene e stirene con formula chimica (C8H8· C4H6·C3H3N)n. Sono resine nello stesso tempo rigide e resistenti alle sollecitazioni ed urti. La resistenza gli deriva dal caucciù o butadiene e la rigidità dall’acrilonitrile. Viene usato nell’industria automobilistica per paraurti o intere carrozzerie.
    • Policarbonato (abbreviato PC). Polimero che si ottiene dall’acido carbonico. La sua formula chimica bruta è (-CO3-R-)n. Sono resistenti ai composti organici ed all’acqua purché a temperature inferiori ai 70°C. Sono leggeri e resistenti agli urti e perciò utilizzati per costruire caschi, lenti per macchine fotografiche, custodie, etc.
  • Termoindurenti.Le resine termoindurenti dopo il processo di polimerizzazione non subiscono più nessun cambiamento della loro struttura per effetto dell’aumento di temperatura. Quindi una resina termoplastica all’aumentare della temperatura non diviene molle e superato un valore limite di questa inizia a carbonizzare. Appartengono a detta tipologia le seguenti resine:
    • Stratificati di poliestere (abbreviato BMC/SMC). Sono costituite da resine poliestere insature con fibre di rinforzo (fibre di carbonio e fibre di vetro di dimensione e lunghezza differente).
    • Resine epossidiche (abbreviato EP). Sono polimeri che si ottengono da monomeri che contengono il gruppo ciclico epossido. Vengono utilizzate per realizzare pavimenti in resina, oggetti di arredo, componentistica per automobili, etc.
    • Resine poliuretaniche (abbreviato RIM). Polimeri costituiti da catene con legami uretanici con formula -NH(CO)O-. I manufatti in poliuretano ottenuti con tecnica industriale RIM si ottengono iniettando la resina fluida in stampi di acciaio e/o silicone.

La finalità della lavorazione è ancora come sempre di protezione e di miglioramento delle qualità estetiche del supporto (colorazione, lucentezza, eliminazione di imperfezioni). La domanda che viene lecito porsi, in special modo a coloro che conoscono le ben note caratteristiche di resistenza del materiale plastico però è: “ ma è necessario proteggere anche la plastica? “. La risposta è affermativa. Anche la plastica soprattutto se esposta alle radiazioni UV tende ad invecchiare ed a degradarsi. Quindi si rende necessaria proteggerla con un materiale filmogeno come la vernice che ne rende insieme più gradevole l’aspetto.

Quali sono le vernici che si utilizzano per la plastica?

Come per altri materiali anche per la plastica una sola mano di vernice non basta a fornire al film, che ricoprirà l’oggetto, tutte le caratteristiche che gli si richiedono.

Infatti, per ottenere un lavoro a regola d’arte è necessario portare a termine un vero e proprio ciclo di lavorazioni schematizzabile con la sequenza così riassunta:

  • Preparazione supporto,
  • Mano di fondo aggrappante. Dove il fondo è una speciale vernice che va scelta in funzione del tipo e plastica da verniciare e delle sue caratteristiche ed ha la funzione di aggrappante. Ossia si comporta come una pellicola che aderisce tenacemente alla plastica e che è in grado di mantenere adeso ad essa altrettanto tenacemente lo strato successivo di vernice. E’ abbastanza ovvio che ogni tipologia di plastica avrà fondi ad essa dedicati. La scelta verrà fatta valutando la loro scheda tecnica.
  • Mano di primer elasticizzante. Il primer ha la funzione di rendere elastico il film completo di vernice essiccata e di metterlo in condizione di poter seguire le variazioni di dimensione del manufatto di plastica senza lesionarsi. E’ quindi abbastanza logico attendersi che anche i primer vanno scelti in funzione della tipologia di plastica da verniciare. Inoltre il solvente del primer non deve essere in grado di sciogliere, al momento del trasferimento al supporto, lo strato secco del fondo (anche questa valutazione si effettua con l’ausilio della scheda tecnica).
  • I mano e II mano di smalto acrilico. La scelta dello smalto di norma non dipende dal tipo di plastica da verniciare ma solo da finitura estetica desiderata e dal tipo di protezione che si vuole fornire al supporto (agenti atmosferici, raggi UV, etc.).
  • Mano di trasparente sigillante. Il sigillante trasparente serve a incrementare detta protezione e rendere ancora più gradevole la finitura esterna.

Tecnica di verniciatura fai da te di un manufatto in plastica.

La verniciatura deve avvenire in un ambiente che sia areato, respirare le vernici non giova alla salute degli operatori, e nel contempo sia privo di polvere in sospensione e di correnti d’aria che possano addurre pulviscolo ed impurità.

Si procede nel seguente modo:

  • Si dispone il manufatto su dei cavalletti e lo si libera da ogni elemento contaminante. Sporcizia, grasso, polvere, tracce di prodotti chimici rovineranno irrimediabilmente il lavoro che andremo a fare. Per poter portare a termine questo preliminare si utilizzano detersivi dedicati alla plastica da verniciare. Sono reperibili in commercio in buone ferramenta o grosse catene per prodotti di bricolage. In qualche caso può rendersi necessario riscaldare moderatamente il manufatto in plastica per liberare i pori da inquinanti e bolle d’aria.
  • Una volta lavato il substrato lo si carteggia delicatamente con carta vetrata a grana fine bagnata in maniera da non rigare eccessivamente la sua superficie esterna.
  • Terminata la carteggiatura si rilava accuratamente il manufatto. Lo si lascia asciugare avendo cura di non toccarlo a mani nude per non depositarvi grasso della pelle.
  • Una volta asciutto si dà una mano leggera di fondo. Si lascia asciugare per il tempo riportato sulla confezione della vernice.
  • Una volta asciutto si trasferisce la prima mano di primer. Si lascia asciugare. A supporto asciutto se necessario si dà una seconda mano di primer. La valutazione si effettua osservando il supporto che deve risultare completamente ricoperto e lucido.
  • Ad essiccazione avvenuta si da la prima mano di smalto e quando si è seccato la seconda. Si rifinisce infine col trasparente. Per trasferire i vari tipi di vernici al manufatto plastico si possono utilizzare bombolette spray o pistola a spruzzo e compressore. Per piccoli lavori conviene sicuramente usare le bombolette che già contengono la vernice diluita alla giusta percentuale e richiedono minor abilità e pratica

Puoi approfondire come si utilizza la pistola a spruzzo.

Supervisore: Giuseppe Travaglione
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