Come verniciare il ferro? Tecniche e consigli per la scelta della vernice.

Le tecniche per verniciare il ferro sono diverse. Esaminiamo nel dettaglio come e quale scegliere, effettuare verniciature periodiche infatti è fondamentale per fare in modo che le strutture in ferro durino nel tempo.

Come verniciare il ferro? Tecniche e consigli per la scelta della vernice

Perché il ferro va verniciato.

Nonostante il ferro sia un ottimo materiale, dotato di elevata resistenza meccanica e tenacità, è soggetto, nel tempo, a degrado per effetto dell’azione combinata dell’ossigeno dell’aria e dell’umidità atmosferica. Questi elementi, infatti, innescano nel metallo quel processo, di lenta ma inarrestabile consumazione, che è noto come corrosione. La corrosione determina sulla superficie del manufatto ferroso formazione di ruggine (Fe2O3· nH2O) che è incoerente e facilmente esfoliabile. Conseguentemente lo spessore del ferro si assottiglia e le sue caratteristiche meccaniche a lungo andare ne risultano compromesse.

La verniciatura, incapsulando completamente il metallo con un film sottile ma continuo, lo preserva dal contatto con l’aria e l'umidità e di conseguenza impedisce l’insorgere ed il progredire del fenomeno corrosivo.

Si comprende facilmente che però, affinché la protezione fornita dalla verniciatura risulti efficace, è essenziale che la copertura col film di vernice sia continua, in maniera che nessun punto del manufatto venga a contatto con acqua e aria. Se ciò non accadesse la ruggine si svilupperebbe nei punti scoperti e poi si propagherebbe sotto lo strato di vernice.

Tecniche di verniciatura.

La vernice può essere trasferita al substrato in ferro con varie tecniche. Le tecniche più utilizzate sono:

  • Verniciatura con pennello o rullo. La vernice liquida alla giusta fluidità (se necessario per aumentarla la si diluisce con diluente o acqua) viene stesa sul substrato con pennelli di varia forma o se questo è piano anche con rullo.
  • Verniciatura a spruzzo. La vernice fortemente diluita viene nebulizzata da un getto di aria compressa e spruzzata sul manufatto.
  • Verniciatura a polvere. La vernice solida e macinata in grani molto fini (con diametro dell’ordine delle centinaia di micrometri) viene trasferita e fatta aderire al manufatto sotto l’azione di forze elettrostatiche. Al termine del trasferimento il manufatto viene portato ad una temperatura pari o superiori ai 120°C per innescare il processo di reticolizzazione della resina. E’ utilizzata in processi industriali e richiede speciali e non comuni attrezzature.

La scelta di quale è la tecnica più idonea alle nostre esigenze è fatta valutando i parametri che riportiamo.

  • Dimensioni e conformazione del manufatto da verniciare.
  • Collocazione e se è suscettibile ad essere spostato.
  • Finitura estetica desiderata. Un verniciatura a pennello per quanto realizzata a regola d’arte sarà esteticamente meno gradevole di una a spruzzo.
  • Utilizzo del manufatto ed agenti chimici e fisici con cui verrà a contatto.
  • Budget di spesa e disponibilità di attrezzatura. Per verniciare a spruzzo si necessita di compressore pistola etc. Per verniciare a pennello basta questo che può essere acquistato con pochi euro.

Come si procede per verniciare il ferro.

Come per ogni altro materiale, anche per il ferro, prima della verniciatura le superfici devono essere opportunamente “preparate”. La preparazione delle superfici da verniciare può risultare più o meno impegnativa a secondo delle condizione in cui si trovano.

Materiali ed attrezzi necessari.

  • Spatola, spazzola metallica, raschietto, martelletto e tela di smeriglio di diverse grane. Servono a rimuovere la ruggine e vecchi strati di vernice esfoliati. Volendo lavorare meno si può utilizzare una levigatrice a delta ed una spazzola metallica montata sul mandrino del trapano.
  • Sverniciante chimico, fiamma a gas. Servono a rimuovere vecchi strati di vernice scrostata particolarmente tenaci.

Puoi approfondire come sverniciare il ferro.

  • Pennelli. Per effettuare una buona verniciatura non basta un solo pennello, in special maniera se il manufatto da verniciare e la sua superficie esterna hanno una forma complessa e frastagliata. Occorre perciò:
    • Un pennello tondo. Serve bene a trasferire la vernice a superfici irregolari.
    • Un pennello piatto. E’ l’ideale per ricoprire superfici piani di discrete dimensioni.
    • Un pennello a gomito con manico sottile. Serve a raggiungere punti inaccessibili di manufatti complicati come possono essere i radiatori di un impianto di riscaldamento.
    • Un pennellino piccolo. Serve ad effettuare ritocchi di precisione.
  • Antiruggine. Speciali vernici che contengono elementi chimici che inibiscono il fenomeno corrosivo e che impermeabilizzano il film di vernice essiccato. Meglio utilizzare un primer antiruggine che è una vernice che ha il compito di funzionare da aggrappante ossia da base su cui stendere poi la vernice vera e propria.
  • Convertitore di ruggine. Prodotto chimico che si stende con un pennello e che trasforma la ruggine in un inerte compatto che protegge il metallo. Il suo utilizzo consente di semplificare e velocizzare la fase di preparazione del manufatto prima della stesura dell’antiruggine.
  • Vernice.
  • Diluente. Prodotto con cui si diluisce la vernice. Ovviamente la sua scelta è dettata dalla tipologia di vernice utilizzata. Il più comune è il diluente nitro che è una miscela di idrocarburi aromatici, esteri ed alcoli.
  • Stracci. Necessari alle operazioni di pulizia.
  • Carta gommata. Per coprire e proteggere aree che non vanno verniciate.
  • Tuta da lavoro, guanti ed occhiali protettivi.

Iter operativo.

L’iter è differente per ferro nuovo e ferro già verniciato in quanto differente è la fase preliminare di preparazione del substrato. Pertanto li esamineremo separatamente.

Ferro nuovo mai verniciato.

  • Radicale pulizia del manufatto. Generalmente il ferro nuovo è ricoperto da una patina di grasso che viene stesa con fini protettivi sul manufatto. Per rimuovere questa patina, che impedirebbe la corretta adesione della vernice, si può usare uno straccio imbevuto di diluente o di trielina. Qualora fossero presenti punti di ruggine occorrerà eliminarli accuratamente aiutandosi con la carta vetrata o del raschietto se posizionati in aree difficilmente accessibili. Può in qualche occasione di particolare difficoltà per la loro eliminazione essere utile trattarli con un convertitore di ruggine.
  • Prima mano di antiruggine. Servendosi dei vari tipi di pennello si da la prima mano di antiruggine. Si consiglia di diluire la vernice in maniera da ottenere una fluidità che ne consenta la stesura senza eccessive difficoltà. E’ essenziale che la superficie esterna del manufatto sia interamente e perfettamente ricoperta dalla vernice.
  • Seconda mano di antiruggine. Trascorse 24 ore la vernice dovrebbe essere completamente asciutta e quindi si procede con la stesura della seconda mano di antiruggine. Anche in questo passaggio va posta la massima attenzione affinché il substrato risulti completamente ricoperto.
  • Prima mano di vernice. Ad antiruggine asciutto si dà una prima mano di vernice. Quando è possibile spostarlo è buona norma lasciare asciugare il manufatto verniciato in un ambiente ben ventilato ed a riparo dalla polvere che depositandosi sulla vernice ancora fresca darebbe luogo a rugosità ed imperfezioni.
  • Seconda mano di vernice ed eventuali ritocchi. Dopo 24 la vernice dovrebbe essere ben asciutta e quindi si può procedere alla stesura dell’ultima mano. Trascorse ulteriori 24 si ispeziona il manufatto alla ricerca di imperfezioni come piccole colature e rugosità che si carteggiano leggermente con tela di smeriglio a grana fine e poi si ricoprono con attenti ritocchi di vernici portati con un pennellino molto piccolo.

Ferro arrugginito e con vecchia vernice scrostata.

  • Rimozione della vecchia vernice. Con spazzola, spatola e raschietto si elimina la vecchia vernice scrostata. Quella adesa al supporto può essere eliminata con l’aiuto di uno sverniciatore chimico e la spatola. In alternativa allo sverniciatore si può sollevare la vernice con l’aiuto di una fiamma a gas.
  • Rimozione della ruggine. Con spazzola metallica, tela di smeriglio e raschietto si elimina ogni traccia di ruggine. Se rimangono delle aree ostinate si può trattarle con il convertitore di ruggine. L’operazione di eliminazione della ruggine è più agevole e meno faticosa se si usa una spazzola metallica azionata dal trapano e la levigatrice. Se si utilizzano detti utensili è tassativo l’uso di occhiali protettivi.
  • Prima e seconda mano di antiruggine.
  • Prima e seconda mano di vernice.
  • Ritocchi finali.

Tipologie di vernici per il ferro e consigli su quale scegliere.

Le tipologie più comuni di vernici per il ferro sono:

  • Vernici alchidiche. Sono monocomponenti e si essiccano all’aria per ossidazione della resina del legante. Resistono abbastanza bene agli agenti atmosferici ma in maniera insoddisfacente agli agenti chimici. Hanno buone proprietà meccaniche. Non sono adatte a manufatti che saranno immersi in acqua. Vanno bene se il manufatto è all’interno o anche all’esterno ma soggetto a condizioni atmosferiche poco aggressive. Sono le vernici più comunemente utilizzate.
  • Vernici acriliche. Sono monocomponenti e si essiccano per evaporazione del solvente. Sono una categoria molto vasta e le varie tipologie, che differiscono tra loro per la gran quantità di resine acriliche che possono essere utilizzate come legante, possono avere caratteristiche molto differenti tra loro. Vengono usate per decorazioni e in carrozzeria.
  • Vernici viniliche. Sono monocomponenti e seccano per evaporazione del solvente. Hanno una ottima resistenza agli agenti atmosferici unita ad una buona resistenza agli attacchi di agenti chimici. Vanno utilizzate per proteggere manufatti metallici in ambienti aggressivi.
  • Vernici siliconiche. Sono monocomponenti ed essiccano per evaporazione del solvente. Hanno ottima resistenza alle temperature elevate. Vengono utilizzate per verniciare i forni.
  • Vernici in emulsione acquosa. Sono monocomponenti ed essiccano per evaporazione dell’acqua. Possono essere a base acrilica o vinilica e sono meno resistenti delle equivalenti a solvente ma in compenso più ecologiche.

Supervisore: Giuseppe Travaglione
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