t Termocamini: tipi, prezzi, installazione ed opinioni

Termocamini: tipi, prezzi, installazione ed opinioni


Termocamini: tipi, prezzi, installazione ed opinioni

Che cos’è un termocamino?

Il termocamino o anche camino termico è un camino a focolare chiuso per il riscaldamento di interni con le seguenti caratteristiche:

  • è realizzato in un monoblocco metallico di acciaio o ghisa, o anche, ma più raramente, in muratura e materiale refrattario;

  • brucia legno o suoi derivati come possono essere pellet o cippato;

Combustibili: legno, pellet e cippato

Il legno per millenni è stato la primaria ed unica fonte di energia termica a disposizione dell’uomo per produrre calore ed, allo stato attuale, è un combustibile molto competitivo per lo sviluppo di energia termica in quanto:

  • A parità di energia fornita è il combustibile più economico.

  • La sua combustione se viene effettuata in maniera controllata produce teoricamente solo: anidride carbonica, vapor d’acqua ed un contenuto residuo solido: la cenere che può essere utilizzata come fertilizzante per l’agricoltura. Per tale motivo ha un impatto ambientale di inquinamento irrilevante.

  • La sua combustione genera si anidride carbonica, ma è in quantità pari a quella che la pianta ha sottratto all’atmosfera con la fotosintesi clorofilliana e pertanto il bilancio totale delle emissioni di CO2 è nullo.

  • Contrariamente ai combustibili fossili il legno è una risorsa rinnovabile.

  • La lavorazione, il trasporto e lo stoccaggio della legna comportano dei rischi sicuramente inferiori della lavorazione, trasporto e stoccaggio di carbone, petrolio e gas naturale.

Il pellet è costituito da cilindretti di 8/10 millimetri di diametro e 10/30 millimetri di lunghezza ottenuti agglomerando legno triturato e segatura senza aggiunta di collanti ed altri composti chimici.

Il cippato. E’ costituito da scaglie di legno delle dimensioni che variano da qualche millimetro a pochi centimetri.

  • ha un’ efficienza termica molto superiore a quella di un camino tradizionale aperto, dove la maggior parte del calore si disperde nell’ambiente esterno con i fumi di scarico;

  • ha una combustione completa, pulita ed ecologica: teoricamente rilascia all’esterno solo anidride carbonica e vapor d’acqua;

  • riscalda trasmettendo il calore in parte per irraggiamento ed in parte (la quota più consistente) per convenzione di aria calda differenziandosi ancora dal camino aperto per il quale si ha l’esatto contrario.

Ricordiamo per coloro che non ne fossero a conoscenza che:

Il camino a focolare chiuso è un camino in cui la fiamma è completamente circoscritta in uno scatolato isolato dall’ambiente da riscaldare e chiuso ermeticamente da una porta di vetro in grado di resistere alle temperature elevate.

Questa realizzazione permette di poter separare nettamente il flusso di aria comburente dall’aria calda che andrà a riscaldare la stanza insieme al calore irraggiato, impedendo così che l’ambiente venga contaminato da fumi e prodotti di combustione. L’area comburente si preleverà direttamente dall’ambiente esterno attraverso una apposita bocchetta. Il vetro trasparente chiude ermeticamente l’ambiente in cui è circoscritta la fiamma, consente la vista del fuoco, e permette così all’apparato di conservare, almeno parzialmente, il fascino del camino tradizionale.

Tipologie e funzionamento.

I termocaminetti, così come il caminetto tradizionale a focolare aperto, diffondono il calore per irraggiamento ma a tale modalità di trasmissione sommano anche quella per convenzione che anzi è quella predominante. Una prima distinzione tra queste apparecchiature si effettua in base al funzionamento, per cui avremo:

Termocamini a circolazione d’aria: essi aspirano aria dall’ambiente che devono riscaldare, o direttamente dall’esterno, naturalmente o forzandola meccanicamente con aspiratori azionati da motori elettrici. L’aria viene fatta passare in una intercapedine a contatto col braciere del camino e si riscalda. Al termine del suo percorso fuoriesce da bocchette poste nella parte alta del camino e si reimmette nella stanza. Si crea così una circolazione di aria calda che, in tempi rapidi riscalderà anche le regioni più distanti della stanza e, se pportunamente convogliata, anche stanze vicine a quella in cui è posizionata la fonte di calore. 

Termocamini ad acqua: sono modelli di maggior potenza e più sofisticati in cui l’intercapedine in cui avviene lo scambio termico è sostituita da uno scambiatore di calore che aumenta l’efficienza del processo e nell’interfaccia dello scambiatore viene fatta circolare acqua che si riscalda. L‘acqua calda che si ottiene può alimentare un impianto di termosifoni che riscalderanno altri ambienti ed anche essere usata come acqua sanitaria. In tale maniera il termocamino funzionerà come una vera e propria caldaia. L’ambiente in cui è allocato il ternocamino è invece riscaldato dal calore irraggiato.

La combustione in un termocamino, allo scopo di aumentare l’efficienza termica e azzerare gli inquinanti, viene realizzata con un opportuno disegno progettuale dell’apparato in maniera che si svolga in due distinte e consecutive fasi e precisamente:

  • Una combustione primaria che avviene ad una temperatura di circa 200°C e durante la quale il legno perde la residua umidità e sviluppa i gas di pirolisi. Questi sono essenzialmente: idrocarburi come il metano, idrogeno, monossido di carbonio. La combustione primaria avviene adducendo alla legna posta sulla grata del basamento del camino un opportuno flusso di aria comburente (che serve per la combustione). Il carbone acceso che rimane al termine della reazione di pirolisi continuerà a bruciare, producendo calore, fino alla totale trasformazione in cenere.

  • Una combustione secondaria che si ottiene investendo dall’alto i gas di pirolisi che si sviluppano con una secondo flusso di aria comburente opportunamente dosato. La combustione che si ottiene brucia completamente detti gas e porta la temperatura di combustione finale a circa 700/800°C con produzione di una ulteriore percentuale di energia termica che è un buon 70% della totale prodotta. Al termine della seconda combustione gli unici sottoprodotti presenti nei fumi dispersi all’esterno saranno vapor d’acqua e anidride carbonica. Nei modelli più sofisticati la combustione secondaria viene controllata da una centralina a microprocessore che varia la quantità del comburente addotta, in controcorrente ai gas di pirolisi, regolando la velocità delle ventole di aspirazione. Il feedback di controllo è fornito da una sonda lambda (un sensore che fornisce informazioni sulla quantità di ossigeno presente nei gas) che comunica al microprocessore la composizione chimica dei fumi.

 Il termocamino qualunque sia la sua realizzazione richiede, come appare chiaro da quanto fin qui detto, una canna fumaria che dovrà avere dimensioni adeguate ed essere quanto più possibile ortogonale al piano del basamento del focolare. In tal modo i fumi di combustione raggiungeranno rapidamente l’uscita e non influenzeranno, peggiorandone la resa, la reazione di combustione.

Consigli per la scelta e l’installazione di un termocamino.

Volendo installare un termocamino il primo passo che bisogna fare è di determinare la sua potenza termica (quantità di calore necessaria a riscaldare un ambiente).

E’ abbastanza evidente che la quantità di calore necessaria a riscaldare un ambiente è una funzione diretta del volume dell’ambiente stesso o come si dice in gergo tecnico della sua cubatura (i volumi si misurano in metri cubi). Quindi occorre misurare i metri cubi dell’ambiente che deve essere riscaldato. Per fare ciò basta moltiplicare i metri quadrati che si desumomo dalla pianta dell’appartamento per l’altezza media che è di 2,5 metri.

La potenza termica P che il termocamino dovrà rendere disponibile sarà:

P=K x ∆T x V dove:

  • V è il volume dell’ambiente

  • ∆T è la resistenza della parete = Tinterna (parete interna)- Testerna (pareteesterna)

  • K è una costante ed è il coefficiente di dispersione del calore della costruzione, che dipende dal materiale con cui è realizzata.

Onde evitare calcoli problematici è possibile applicare una formula empirica semplice che fornisce risultati abbastanza soddisfacenti.

Con tale metodo basta moltiplicare la cubatura dell’ambiente da riscaldare per un coefficiente che varia tra 0,04 e 0,06 e si ottiene la potenza termica necessaria per il riscaldamento dell’ambiente.

Facciamo un esempio pratico per chiarire l’asserito. Per riscaldare un ambiente di 100 metri quadri e quindi di 100 x 2,5 = 250 metri cubi occorreranno 250 x 0,04 = 10 KW di potenza termica per riscaldare una ambiente ben isolato e 250 x 0,06 = 15 KW per un ambiente scarsamente coibentato.

I risultati ottenuti sono però puramente indicativi e dipendono, a parità di materiali costruttivi, da molti parametri come esposizione della casa, vicinanza a sorgenti d’acqua, etc. per cui è buona norma maggiorare i risultati ottenuti di un 15/20%.

Una volta appurata la potenza termica necessaria si potrà scegliere il termocamino in funzione di detto parametro e del budget stabilito. Naturalmente se l’abitazione dispone di un impianto di riscaldamento a termosifoni è ragionevole optare per un termocamino ad acqua da interlacciare con questo anche se il suo costo iniziale sarà più elevato.

Installazione dei diversi tipi di termocamino.

Premettiamo che l’installazione di un termocamino è cosa tutt’altro che semplice e va eseguita secondo una precisa normativa (Uni 10683) ed inoltre occorre certificazione del rispetto dei parametri di detta normativa nella installazione che può essere rilasciata soltanto da personale specializzato. Pertanto è buona cosa affidarsi, per condurre a termine tale compito, a tecnici della casa costruttrice dell’apparato.

In linea di principio l’installazione di un termocamino ad aria è più semplice di uno ad acqua in quanto non richiede alcun allacciamento ad altro impianto.

Ancora più semplice è l’installazione di un termocamino se si dispone di vecchio camino a fiamma libera e quindi della relativa canna fumaria. In questo caso si acquista un termocamino da incasso che è un termocamino a tutti gli effetti che però manca del rivestimento esterno. Esso è costituito da un camino a focolare chiuso in acciaio rivestito di materiale refrattario o ghisa per accumulare calore che reca esternamente una intercapedine in cui si fa circolare l’aria da riscaldare. Aria che viene prelevata o direttamente dall’esterno o dalla stanza stessa. L’aria riscaldata verra poi fatta uscire dall’alto dell’apparato nella stanza e, disponendo di opportune canalizzazioni, anche in stanze vicine. In questo caso le porte di divisione delle stanze dovranno avere grate per favorire il ritorno del flusso d’aria fredda al camino.

Per effettuare l’allacciamento alla canna fumaria basterà infilare un tubo non molto lungo collegato alla cima del camino da incasso e poi stuccare con materiale refrattario la fessura che si è determinata per la differenza di diametri. In egual maniera andranno stuccate le fessure che si determineranno tra la vecchia bocca del camino e l’involucro del manufatto metallico. Nell’operazione di incasso bisognerà prestare attenzione alla alla bocchetta che preleva l’aria da riscaldare che può accedere o all’esterno o nella stanza.

Nel caso di termocamino ad acqua il lavoro diviene ancora più complesso perchè oltre la installazione del termocamino in se e l’allacciamento alla canna fumaria bisognerà anche effettuare l’allacciamento all’impianto di termosifoni cosa che non è per nulla semplice. Anche in questo caso vanno rispettate precise normative nella realizzazione dell’impianto ed al termine certificate. Esistono anche impianti che alla produzione di acqua calda per riscaldamento affiancano anche produzione di acqua sanitaria.

Nel caso di termocamini ad acqua con produzione di acqua sanitaria si usano apparati con alimentazione a pellet che hanno alimentazione continua e quindi conferiscono una maggiore funzionalità all’impianto. Volendone ulteriormente migliorare l’efficienza si può integrare all’impianto un pannello solare termico.

Prezzi di acquisto di un termocamino.

E’ evidente che i parametri che influenzano il prezzo di un termocamino sono vari proviamo a riassumerli:

  • Tipologia: i termocamini ad acqua sono più costosi di quelli ad aria;

  • Complessità di realizzazione: i modelli più sofisticati e funzionali sono ovviamente più costosi ma naturalmente hanno anche una maggiore efficienza e costi di gestione più contenuti.

  • Potenza termica: è un parametro che strettamente connesso alla cubatura da riscaldare ovviamente al crescere della cubatura dell’ambiente che occorre riscaldare dovrà aumentare la potenza termica del dispositivo e aumenterà anche il suo prezzo.

  • Tipo di combustibile: i terocamini a pellet che dal punto di vista realizzativo sono più complessi di quelli a legno sono più costosi di quelli alimentati a legna, ma assicuirano maggior efficienza termica e quindi maggior rendimento e combustione più pulita.

Comunque sia al puro scopo di fornire dei parametri indicativi di massima si può dire che il costo di un termocamino va dai circa 1500 € per i modelli più spartani ai 6000€ ed oltre per i modelli più sofisticati.

Approfondisci quali sono i prezzi medi dei camini

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