Il Sedum, con le diverse centinaia di specie, sono tra le piante grasse più diffuse in Europa. Annoverate tra le piante grasse pendenti, principalmente da esterno, fanno capo alla famiglia delle Crassulaceae. Originaria dell’emisfero boreale, è una specie naturalizzata anche nel nostro paese.
Molto apprezzate come piante ornamentali, le Sedum non sono caratterizzate da un portamento unico e definito. A secondo della specie, si passa da un portamento perfettamente eretto ad uno completamente strisciante, con portamenti intermedi, quali a cespuglio, pendenti, ecc. Ai fini ornamentali non meno interessante è la fioritura, che arriva durante la stagione primaverile ed estiva, con fiori che cambiamo per forma e dimensione, in funzione della specie, tra cui ricordiamo quelli a pannocchia, a grappolo, a stella.
In particolare, le Sedum burrito risultano indicate per giardini, terrazzi e balconi, stante la loro attitudine a convivere con temperature di qualche grado al di sotto dello zero, facendo venir meno l’onere di ritirarle durante la stagione invernale, almeno con riguardo alla zone climatiche caratterizzate da un clima con inverni non particolarmente rigidi.
Richiedono un habitat bene illuminato, areato ed in qualche misura soleggiato, poiché le Sedum, sono tra le piante grasse meno sensibili alle variazioni termiche, sia in un senso che nell’altro.
Erbacee sempreverdi, temono il ristagno idrico per cui bisogna assicurare loro un substrato leggero, un terriccio per piante grasse che prevede la presenza di torba e sabbia o argilla espansa, in grado di offrire un buon drenaggio d’acqua, onde scongiurare patologie fungine di cui il marciume radicale ne rappresenta la massima espressione.
Poiché, come abbiamo detto, le Sedum temono i ristagni idrici, bisogna tarare gli interventi d’irrigazione per quantità e frequenza alla effettive esigenze della pianta. In particolare, le irrigazioni vanno sospese, quasi completamente, durante l’inverno, mentre vanno eseguiti con regolarità durante l’estate, ridotte durante la primavera e l’autunno. Volendo fornire un’indicazione di massima, possiamo dire di innaffiare settimanalmente durante l’estate, ogni quindicina durante la primavera e l’autunno. Ovviamente, con il buon senso bisogna adeguare gli interventi caso per caso, in funzione dell’area geografica, della zona climatica, della grandezza del vaso, del potere drenante del terriccio e così via, intervenendo di sera nei periodi in cui durante la giornata la temperatura aumenta, viceversa di mattino se le notte riserva sorprese, come freddo eccessivo o addirittura gelate.
Per quanto riguarda la potatura della pianta grassa in questione, l’intervento serve solo a rimuovere parti malate o spezzate e per prelevare talee ai fini della riproduzione, operando con attrezzi affilati e disinfettati.
Oltre che per talea, il Sedum si riproduce per seme, ma l’operazione richiede impegno a partire dalla ricerca dei semi e del substrato idoneo.
Circa la concimazione, diciamo che le Sedum, come la quasi totalità di piante grasse, non sono molto esigenti, ne posseggono una grande capacità ad assorbire sali minerali. Con un concime per piante grasse, liquido a base di fosforo e potassio, da sciogliere nell’acqua destinata all’irrigazione, si provvede ad un ciclo di interventi con cadenza mensile, a partire dalla ripresa del periodo vegetativo ad estate inoltrata. Far precedere l’intervento da un’innaffiatura con la sola acqua se il terreno risulta particolarmente asciutto.
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