Rastrello
Il rastrello, antico strumento di lavoro del mondo rurale, è formato da un lungo manico, generalmente in legno, la cui lunghezza deve superare di almeno 15/20 centimetri l’altezza dell’operatore, che termina con una specie di pettine di metallo, plastica o legno di varie misure, utilizzato per svariati scopi, dalla raccolta delle foglie alla raccolta del fieno e della paglia, dalla raccolta delle pietre dai campi alla frantumazione delle zolle della terra, dal livellamento dei terreni alla raccolta di alcuni frutti, a smuovere il terreno per coprire i semi dopo la semina.
Il numero dei denti e la grandezza e forma del pettine del rastrello è funzione dell’uso cui lo stesso è destinato, da cui dipende anche la distanza tra i denti. Per essere confortevole, il rastrello deve presentare un giusto equilibrio tra il peso del manico e quello del pettine.
Per la raccolta delle foglie il rastrello utilizzato da l’idea di una scopa, con il manico generalmente di legno ed i denti di metallo o plastica, lunghi ed elastici, opportunamente distanziati, mentre il rastrello utilizzato per i restanti impieghi presenta denti quasi esclusivamente di metallo, corti e rigidi, disposti in modo da formare quasi un angolo retto rispetto al manico.
Il rastrello è un attrezzo dal quale non si può prescindere per i comuni lavori di giardinaggio. Come dicevamo il rastrello viene utilizzato anche per la raccolta di alcuni frutti, come le castagne, ma per la raccolta più impegnativa e professionale delle olive, il mercato offre rastrelli che operano elettricamente, che assicurano efficienza e risparmio di tempo.
Il rastrello viene anche utilizzato sulle spiagge per sistemare la sabbia.
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