I radiatori ad acqua, quali terminali rispetto all’impianto termoidraulico autonomo o centralizzato, rappresentano la tipologia di radiatori maggiormente utilizzati. Possono essere a parete, a pavimento, a battiscopa.
Ai tradizionali radiatori ad acqua in ghisa, nel corso degli anni si sono aggiunti i più leggeri ed efficienti radiatori in alluminio e acciaio, di cui quelli in acciaio inox tondi o rettangolari, ad elementi orizzontali o verticali, hanno incontrato il maggiore favore, evolvendosi da elementi squisitamente funzionali a complementi d’arredo, per diventare oggigiorno veri elementi d’arredo. Nascono così i radiatori ad acqua scalda salviette, i radiatori ad acqua portasciugamani, e cosi via.
I radiatori ad acqua riscaldano principalmente per convenzione, mentre il calore radiante riveste un ruolo residuale. Per un buon funzionamento dei radiatori ad acqua, almeno una volta all’anno e tutte le volte che parte della superficie di scambio termico con l'ambiente circostante rimane fredda, si deve liberare l’aria accumulatesi all’interno del circuito, provvedendo a spurgare i singoli radiatori. Rimuovere l’aria dall’interno dei radiatori è operazione semplice, da eseguire con la tecnica del Fai da te. Al riguardo, consulta la guida: Aria nei termosifoni.
Sempre al fine di non condizionarne il rendimento termico, i radiatori ad acqua non vanno collocati in nicchie, in prossimità di finestre, coperti con tende o copriradiatori. Con riguardo ai radiatori ad acqua ricordiamo quelli trasportabili, alimentati elettricamente, che rappresentano sistemi autonomi di riscaldamento al pari delle stufe elettriche o dei radiatori a gas.
Cosa ne pensi di questo articolo ?
Gli Amici di Fai da te 360
Parlane con i tuoi amici e confronta le opinioni:
Principali Argomenti della Categoria "Impianti"
Elenco Completo ...