Piante grasse senza spine

Gran parte delle piante grasse senza spine, di cui ricordiamo le Aizoacee, sono originarie dell’ Asia e del Sud America. Per le piante grasse, le spine, per le specie che ne dispongono, rappresentano una barriera agli attacchi da parte di altri organismi viventi che potrebbero approfittare delle riserve d’acqua accumulate al proprio interno, nonché contribuiscono a proteggere la pianta dalle insidie dei potenti raggi solari, che potrebbero procurare scottature irreversibili alle parti più giovani della stessa.

Relativamente alle piante grasse senza spine la fotosintesi clorofilliana è affidate alle foglie, mentre per le specie che nel corso dei secoli hanno modificato le foglie in spine, questa importante funzione è stata trasferita al tronco. Per queste ultime abbiamo già accennato alle ragioni per le quali la selezione naturale nel corso dei millenni ha modificato le foglie in spine.

In qualche misura, le piante grasse con spine, rispetto alle piante grasse senza spine, necessitano di essere annaffiate con minore frequenza, in quanto le spine, soprattutto se tante e fitte, rappresentano una barriera ai raggi del sole e nello stesso tempo limitano la traspirazione e quindi il consumo delle riserve d’acqua immagazzinate, che evapora lentamente.

Insomma, le succulente, comunemente dette piante grasse, da un lato sono diventate carnose per immagazzinare più acqua, sia da parte delle foglie, se presenti, che del tronco e delle radici, dall’altro, una buona parte di esse hanno trasformato le foglie in spine, per far in modo che le riserve d’acqua immagazzinate durino il più a lungo




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