Neoporteria

La Neoporteria, piccola pianta grassa dalla forma sferica o leggermente colonnare, dal colore verde, arricchito da svariate sfumature, risulta interamente coperta da un significativo manto di spine. Originaria dell’America del Sud, è caratterizzate da una dimensione contenuta ed una crescita lenta, il diametro della pianta adulta riesce a superare di poco i 10 centimetri.

La fioritura, che per alcune specie arriva nella stagione invernale, coinvolge la parte alta e centrale della sfera, con fiori spesso multicolori.

Alla Neoporteria bisogna assicurare un substrato leggero e drenante, formato per i 1/3 da sabbia e 2/3 da terriccio universale, a base di torba o terriccio di foglie.

Coltivate in vaso necessitano di un habitat luminoso, arieggiato e per alcune ore al giorno anche soleggiato, dove la temperatura non scende al di sotto dei 6-7 °C. Gli esemplari coltivati all’esterno, vanno ritirati in serra con temperature prossime allo zero.

La Neoporteria si riproduce per seme, semi da interrare a primavera in un substrato sabbioso, mentre la pianta si moltiplica interrando in nuovi vasi gli eventuali germogli che la piante produce alla base del fusto.

Non amano molta acqua, per cui gli interventi di innaffiatura vanno sospesi durante l’inverno, mentre nelle restanti stagioni, bisogna regolarsi in base alla zona climatica, alla temperatura del periodo, alla grandezza del vaso, al potere drenante del terriccio, evitando che si creino ristagni d’acqua, procedendo ad un nuovo intervento solo quando gli effetti del precedente risultano completamente svaniti ed il terreno appaia asciutto. In linea di massima gli interventi di annaffiatura vanno sospesi durante la stagione fredda, per essere ripresi con moderazione con l’arrivo della primavera, interventi che diventano regolari con l’arrivo del caldo estivo, mentre la frequenza va rivisitata con l’arrivo dell’autunno e così via. Volendo fornire indicazioni di massima, da adattare volta per volta, in funzione di quanto sopra, diciamo che durante la stagione autunnale e primaverile, potrebbero risultare più che sufficienti un paio di interventi al mese, interventi mediamente da raddoppiare durante l’estate.

Con l’arrivo della primavera, per chi crede che prevenire sia meglio che curare, potrebbe risultare opportuno un trattamento preventivo con fungicida ed insetticida per prevenire eventuali attacchi da parte dei parassiti di origine animale, come le cocciniglie ed il ragnetto rosso, o di origine vegetale, come il marciume radicale e patologie fungine in genere.

Circa gli interventi di concimazione e potatura della pianta grassa che ci occupa, diciamo che quest'ultimi sono limitati alla rimozione di parti della pianta interessate da patologie, mentre gli interventi di concimazione, da effettuare con l'arrivo della primavera, prevedono un concime ricco di Fosforo e Potassio, povero d'Azoto.




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