Guida informativa e pratica sul muro di cinta, dai requisiti per essere considerato giuridicamente tale alle diverse tipologie per materiali e tecnica di posa i opera.
Caratteristiche e limiti normativi del muro di cinta
I muri di cinta perseguono l’obiettivo di delimitare la proprietà, impedendone l’accesso agli estranei e proteggendola da sguardi indiscreti dei vicini e passanti, riparare dal vento. Deve essere libero su entrambe le facciate. L’eventuale appoggio di una costruzione lo fa diventare muro di fabbrica, soggetto ai limiti di distanza previsti per le normali costruzioni. Analogamente, il muro di cinta è equiparato ad un muro di fabbrica, ossia ad una costruzione, se alto più di 3 metri. L’altezza di 3 m può essere superata su uno dei due lati se, oltre alla funzione di recinzione, cumula quella di contenimento. Riepilogando tre sono i requisiti perché un muro posso essere definito muro di cinta: - delimitare la proprietà; non superare i 3 metri di altezza; avere libere da costruzioni entrambe le facciate. Nel rispetto di questi requisiti, il muro di cinta può essere di qualsiasi materiale, presentare qualsiasi spessore, essere posato a qualsiasi distanza dal confine, anche sullo stesso, ma in questo caso il confinante può renderlo comune. In presenza di una costruzione nel fondo vicino che presenti delle luci, quali finestre o balconi, con veduta diretta, nasce comunque l’obbligo di rispettare la distanza di 3 metri.
Tipologie dei muri di cinta e tecniche di realizzazione
Per delimitare la proprietà, in particolare delle tenute agricole, è frequente il ricorso ai muri in pietra a secco, muri perfettamente ecologici, immuni da qualsiasi forma di impatto ambientale, pietre tenute insieme senza l’ausilio di leganti, ma grazie alla tecnica di posa in opera. La costruzione di questi muri ha inizio con uno scavo per creare una specie di fondamenta. La larghezza dello scavo non deve essere inferiore al 30-35% dell’altezza del muro da realizzare, cercando di cominciare la posa delle pietra da un punto in cui il terreno si presenta asciutto e compatto. Si inizia col posare le pietre più grandi, grandezza che diminuisce man mano che si sale con la costruzione. Per costruire un muro stabile, le pietre vengono modellate con la picchetta, in funzione dello spazio che deve ospitarle.Di tanto in tanto bisogna lasciare tra le pietre degli spazi per favorire il drenaggio, nonché sistemare pietre di piccola pezzatura a mo di cuneo. In larga misura la stabilità del muro a secco dipende dall’abilità di chi lo realizza.
Oltre ai muri a secco, quali muri di cinta, troviamo muri in tufo, mattoni e calcestruzzo non armato, per la cui realizzazione potete consultare la guida: “Costruzione muro”
Il fondo, oltre che con le diverse tipologie di muri, può essere recintato con paletti, staccionate, siepi, ecc. Le siepi, in particolare, debbono essere poste a 50cm dal confine.
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