Muri a secco: costruzione con blocchi di pietra


Muri a secco: costruzione con blocchi di pietra


Un muro a secco, ossia realizzato esclusivamente con pietre, rappresenta una tecnica antichissima, in qualche misura nata spontaneamente in tutti i paesi del mondo. Si tratta di disporre le pietre una sull’altra, assicurando alle stesse la necessaria stabilità, senza l’ausilio di leganti.

I muri a secco vengono comunemente impiegati, quali strutture per delimitare i vari poderi, come elementi di confine, per costruire terrazzamenti, per il sostegno e contenimento di terreni scoscesi. La possibilità di utilizzare pietre reperibili in loco, incide considerevolmente sui costi dell’opera. Infatti, per la realizzazione del muro a secco si possono utilizzare anche pietre trasportate da altri posti, sia pietre che si trovano allo stato naturale che pietre che sono state oggetto di lavorazioni.

La tecnica dei muri a secco viene utilizzata per la realizzazione dei Trulli, di cui ricordiamo quelli di Alberobello (provincia di Bari - Puglia).

Come realizzare un muro a secco fai da te.

Nella realizzazione dei muri a secco, la bontà del risultato dipende in larga misura dall’abilità dell’operatore e dalla tipologia di pietre. Si tratta di un’arte che viene tramandata da padre in figli. L’ esperienza dell’operatore è la sola che può assicurare un muro a secco tecnicamente ed esteticamente perfetto.

Iter operativo:

1 - Si inizia col scavare una buca per l’intera lunghezza del muro, in modo da creare una specie di fondamenta, da realizzare sempre a secco sotterrando per metà con la stesse pietre.

In ogni caso il piano di fondazione deve risultare piano o leggermente inclinato all’interno, per assicurare, come ad ogni muro, un buon drenaggio. Lo scavo di fondazione va continuato fino a quando non si raggiunge uno strato di terreno particolarmente compatto. In linea di massima il rapporto tra larghezza ed altezza del muro è 1 a 3

 

2 - Su uno strato di terreno abbastanza solido e compatto, da cui in larga misura dipenderà la stabilità e solidità del muro, si inizia la posa delle pietre, si parte dalle fondazioni con pietre di grossa pezzatura, dimensione che decresce man mano che col muro si sale verso l’alto.

Ogni pietra deve essere posizionata con la parte più liscia rivolta verso l’esterno e con quella più irregolare verso l’interno in modo da favorire il legame tra i vari elementi e dare al muro un aspetto regolare. Contrariamente a quanto si possa credere, più le pietre sono irregolari meglio contribuiscono all' esigenza di stabilità.

Con l’aiuto della picchetta e della mazzuola si può  cercare di dare alle pietre forma e misura necessaria in modo da incastrarle a puzzle, utilizzando le pietre più piccole per riempire ogni fessura e dare al muro la necessaria compattezza e stabilità. 

Ad ogni nuovo strato, che viene detto soglia, le pietre devono essere disposte con diversa angolatura in modo da distribuire il carico in più direzioni, e inoltre le pietre posate vanno battute con la mazzuola per consolidare l’unione degli elementi.

 

3 – Una volta raggiunta con vari strati, l’altezza necessaria, posizionare sul muro una livella a bolla in modo da verificare che sia dritto e poi collocare su tutta la superficie un ultimo strato di pietre piccole.

4 -Parte del terreno rimosso per scavare la buca di fondazione potrebbe essere utilizzato per riempire gli spazi rimasti tra pietre e pietre, che potrà fare da substrato per piantare erbetta o piantine, per  ornare i muri situati in prossimità di abitazioni. L’obiettivo estetico impone però  di tenere sotto controllo lo sviluppo delle malerbe che, oltre a richiedere un’impegnativa manutenzione per l’estirpazione, con lo sviluppo della massa radicale potrebbero compromettere il buon drenaggio delle acque e quindi l’integrità del muro. Dai più si ritiene di dover rinunciare a questa finalità estetica a favore delle integrità, sicurezza e longevità della costruzione a secco, ossia evitare di apportare terreno per riempire gli spazi tra le pietre.

Attrezzi necessari.

Oltre alla picchetta e mazzuola per lavorare le pietre occorrono:

Una vanga per rimuoverle ed una carriola per avvicinarle al luogo di posa in opera.

Una livella per verificare che la parte terminale del muro risulti dritta.

Guanti da lavoro.

Occhiali da lavoro per preservarsi da possibili schegge.

La scelta delle pietre.

La scelta delle pietre è essenziale per creare un muro stabile ma anche gradevole ed equilibrato.

Generalmente per la costruzione si scelgono pietre naturali, reperibili in zona spianando il terreno o il substrato roccioso locale. I tipi più comuni sono:

  • Arenaria a grana grossolana  che è una roccia sedimentaria gradevole e facile da lavorare molto utilizzata in Sardegna.
  • Marna che è una roccia argillosa utilizzata in Toscana e Liguria.
  • Pietra calcarea utilizzata per la costruzione dei Trulli in Puglia.

Spesso però vengono utilizzati semilavorati provenienti da luoghi diversi che, avendo dimensioni diverse e forma regolare, facilitano l’operazione di costruzione del muro.

Consigli in più:

  • Per calcolare approssimativamente il numero di pietre che occorrono per la costruzione del muro occorre moltiplicare i mq dello stesso x 10. Infatti approssimativamente occorrono 10 pietre di media dimensione per ogni mq , oltre naturalmente il pietrame di riempimento e le pietre più grandi per le fondamenta.
  • Nei terreni in pendenza si procede dal basso verso l'alto.
  • Dare sempre una discreta pendenza verso l'interno,  ovvero basamento più largo della parte terminale.
  • Non cercate di mettere necessariamente a vista la parte liscia delle pietre, ma cercate sempre di sederle bene sulla pietra sottostante.
  • Il peso della pietra deve essere sempre verso l'interno del muro.
  • Le pietre piccole usate per tappare i buchi tra pietra e pietra devono essere di semplice estetica e mai portanti.
  • Prima di posizionare una nuova pietra, riempite l'interno del muro con pietre piccole mai del tipo da fiume ovvero tondeggianti.
  • Le pietre migliori, ovvero quelle più regolari,  vanno riservate possibilmente per lo strato terminale, questo per consentire un risultato estetico migliore o comunque utilizzabile come piano di appoggio per vasi, fioriere o quant'altro

 

Curiosità: alla tecnica descritta si rifanno le moderne soluzioni che prevedono la realizzazione di muri a secco impiegando moduli di calcestruzzo.

Supervisione: Giuseppe Travaglione

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