Muri a secco: tipi, materiali e costruzione fai da te.

I muri a secco sono costituiti da pietre disposte una sull’altra e tenute insieme senza l’ausilio di leganti. Questa tecnica costruttiva è antichissima ed è nata spontaneamente in tutti i paesi del mondo.Scopriamo quali sono i materiali utilizzati e come costruire, fai da te, un muro assemblato a secco.

Muri a secco: tipi, materiali e costruzione fai da te

Che cosa sono i muri a secco?

I muri a secco, o più precisamente i muri in pietra a secco, sono murature realizzate con blocchi o conci di pietra assemblati insieme senza utilizzo di malte. Per poter ovviare alla mancanza di un legante, ed ottenere comunque una buona stabilità della parete, viene usata una tecnica costruttiva antichissima nota come assemblaggio a secco che sfrutta, per la coesione dei suoi elementi, la sola azione delle forze di gravità e di attrito.

Al fine di massimizzare tali forze la tecnica si avvale di una sapiente selezione delle pietre e della loro corretta posa in opera.

Le pietre impiegate devono essere:

  • di consistente volume per assicurare il necessario peso alla struttura,
  • di forme il più possibile regolari al fine di assicurare, quando affiancate e sovrapposte, il maggior numero di contatti possibili (massimizzazione delle forze di attrito).

Occorreranno anche un gran numero di sassi di piccole dimensioni e forme diverse che serviranno a riempire gli spazi rimasti vuoti tra elementi contigui.

Utilizzo dei muri senza malte.

Essenzialmente i muri a secco sono destinati a due diversi utilizzi:

  • Per recintare porzioni di terreno come possono essere viali e tratturi di campagna, giardini ed aiuole, poderi di campagna e fondi agricoli. Un utilizzo particolare, diffuso nell’antichità in Nord Africa e in molte zone del bacino del Mediterraneo, è per la realizzazione dei giardini arabi. Questi sono murature a secco circolari chiuse che recintano e proteggono alberi da frutta in località ventose, calde e prive di acqua. L’umidità che risale per capillarità dal terreno si condensa sulle pareti interne della costruzione creando un microclima fresco che consente agli alberi da frutta di prosperare anche in un ambiente ostile. Un esempio ancora attuale di tali strutture è fornito dai giardini arabi di Pantelleria.
  • Per sostenere e contenere terra riportata sia naturalmente che artificialmente. L’esempio più tipico di questo utilizzo è nei terrazzamenti o coltivazioni a terrazze di cui il nostro territorio collinare è particolarmente ricco. Ricordiamo che i terrazzamenti si ricavano scavando in piano il fianco di una collina e sono uno stratagemma utilizzato per rendere utilizzabili per l’agricoltura terreni con declivi elevati. Per poi impedire che lo sbancamento induca lo scivolamento a valle del terreno sovrastante, si erigono muri di contenimento che sono appunto i muri a secco.

Tipologie dei muri a secco.

E’ possibile diversificare i muri a secco secondo vari criteri. Citiamo qualcuno dei più comuni.

In funzione dell’utilizzo potremo avere:

  • Muri a secco di recinzione. Servono a delimitare un terreno. Ovviamente per assolvere a tali semplici incombenze non devono avere particolari caratteristiche statiche in quanto devono essere in grado di sopportare soltanto il loro peso. Sono perciò i più semplici da realizzare. 
  • Muri a secco di contenimento. Servono come si è visto a contenere masse di terreno riportate e pertanto devono contrastare, senza collassare né ribaltarsi, le spinte che queste esercitano su di essi. Spinte che possono anche essere notevoli in seguito al rigonfiamento della terra per effetto dell’acqua piovana. Necessitano pertanto di progettazione e sapiente posa in opera, appannaggio di persone esperte, abili fai da te. 

Approfondisci le caratteristiche dei muri di sostegno.

 Esistono 2 distinte tipologie di muri a secco di contenimento e precisamente:

    • Muri a secco di contenimento con testa a filo del piano d’uso. Si sviluppano con una altezza che è pari a quella del piano d’uso del terrazzamento.
    • Muri a secco di contenimento con testa che supera il piano d’uso. Si sviluppano con una altezza che è superiore al piano del terrazzamento. Quindi formano una sorta di recinzione del terrazzamento stesso. Essendo alti sono i più difficili da realizzarsi ma costituiscono una protezione per le coltivazioni dal vento e, cosa ben più importante, interrompere lo scorrimento dell’acqua a valle che può provocare dilavamento di terra e frane.

In funzione del materiale (pietre) che li costituiscono potremo avere:

  • Muri a secco di pietre grezze. Si realizzano raccogliendo e selezionando in loco il materiale con cui si farà la costruzione. E’ ovviamente il metodo più semplice ed economico, ma non consente ogni tipologia di muro. Infatti, non sempre, si riescono a recuperare in loco pietre di grandezza adeguata e giusta squadratura adatte a realizzare un buon muro di contenimento.
I tipi di pietra più comuni sono:
  • Arenaria a grana grossolana che è una roccia sedimentaria gradevole e facile da lavorare molto utilizzata in Sardegna.
  • Marna che è una roccia argillosa utilizzata in Toscana e Liguria.
  • Pietra calcarea utilizzata per la costruzione dei Trulli in Puglia.
  • Muri a secco di pietre semilavorate. Utilizzano pietre acquistate in cava e quindi di buone dimensioni e già grossolanamente squadrate. Sono adatte a realizzare muri che debbono contenere sforzi considerevoli.

Costruzione fai da te di un muro a secco di recinzione.

Attrezzatura necessaria:

  • Mazza;
  • Mazzetta;
  • Picchetta sia a picco che a taglio;

Servono a sgrossare ed a rompere il pietrame grezzo per conferirgli la forma che meglio si adatti all’affiancamento/sovrapposizione con altri pezzi dello stesso corso o di quello sottostante.

  • Piccone;
  • Vanga;
  • Pala;
  • Carriola;

Servono a scavare la trincea che servirà ad alloggiare le fondamenta del muro ed ad allontanare il terreno.

  • Metro;
  • Livella;

Per le necessarie misurazioni ed il controllo del livello.

  • Indumenti da lavoro;
  • Scarpe da cantiere;
  • Guanti da lavoro.

Materiale di consumo:

  • Pietre grezze reperite in loco di varie dimensioni;
  • In mancanza di queste, materiale acquistato in cava parzialmente sgrossato e squadrato.

Iter operativo.

  • Si realizza un disegno con quote e misure del muro da costruire.
  • Si scava la trincea lunga quanto il muro che ne accoglierà le fondamenta. Le dimensioni della trincea dipenderanno dall’altezza del muro e dalla consistenza del terreno. Per un muretto alto un metro la trincea dovrà essere larga 60 cm e profonda un 40 cm circa. E’ importante che lo scavo risulti quanto più è possibile a forma di parallelepipedo retto.
In ogni caso il piano di fondazione deve risultare in piano o leggermente inclinato all’interno, per assicurare, come ad ogni muro, un buon drenaggio. Lo scavo di fondazione va continuato fino a quando non si raggiunge uno strato di terreno particolarmente compatto.
  • Si selezionano per grandezze e forme simili le pietre a disposizione.
  • Si realizzano le fondamenta disponendo sul fondo della trincea le pietre più grosse avendo cura di sistemarle con la faccia con superficie più ampia a contatto col terreno e di affiancare le pietre con la maggiore congruenza possibile tra elementi contigui. Quando ciò non è possibile si corregge il profilo della pietra con picchetta e/o mazzetta e scalpello. Con questo metodo si completa il primo corso con pietre che presentano quanto più possibile la medesima altezza curando gli incastri e riempendo eventuali spazi vuoti con pietre più piccole.
  • Si completa la fondamenta sovrapponendo più corsi e fermandosi a 5/6 centimetri più sotto del piano del terreno.
  • Si inizia a questo punto ad erigere la muratura che sarà più ampia alla base e più stretta alla testa come indicato dalla dima di figura. Per ottenere ciò il corso superiore inizierà un po’ più all’interno di quello sottostante di una distanza indicata dai cordini tesi tra le due dime (si tendono tanti cordini per quanti sono i corsi da sovrapporre distanziati di uno spazio che è giusto l’altezza del corso). Ad ogni nuovo strato, che viene detto soglia, le pietre devono essere disposte con diversa angolatura in modo da distribuire il carico in più direzioni, e inoltre le pietre posate vanno battute con la mazzuola per consolidare l’unione degli elementi
  • Si procede in tal modo fino a completamento del muro avendo cura di realizzare l’ultimo corso con pietre consistenti.
  • Una volta raggiunta con vari strati, l’altezza stabilita, posizionare sul muro una livella a bolla in modo da verificare che sia dritto e poi collocare su tutta la superficie un ultimo strato di pietre piccole.
Consigli in più:
  • Per calcolare approssimativamente il numero di pietre che occorrono per la costruzione del muro occorre moltiplicare i mq dello stesso x 10. Infatti approssimativamente occorrono 10 pietre di media dimensione per ogni mq, oltre naturalmente il pietrame di riempimento e le pietre più grandi per le fondamenta.
  • Parte del terreno rimosso per scavare la buca di fondazione potrebbe essere utilizzato per riempire gli spazi rimasti tra pietre e pietre, che potrà fare da substrato per piantare erbetta o piantine, per ornare i muri situati in prossimità di abitazioni. L’obiettivo estetico impone però di tenere sotto controllo lo sviluppo delle malerbe che, oltre a richiedere un’impegnativa manutenzione per l’estirpazione, con lo sviluppo della massa radicale potrebbero compromettere il buon drenaggio delle acque e quindi l’integrità del muro.

 

Supervisione: Giuseppe Travaglione

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