Legno rovere: caratteristiche, manutenzione, prezzi e tipologie (naturale, sbiancato, moro...).

Legno rovere: caratteristiche, manutenzione, prezzi e tipologie (naturale, sbiancato, moro...)

Quali sono le caratteristiche del legno rovere? Approfondiamo insieme tipologie e prezzi di questa essenza utilizzata per realizzare mobili, pavimenti, botti, per meglio comprenderne gli utilizzi.

Il rovere, di colore bruno che tende al giallo, con tessitura media e fibre diritte, è un legno con una buona durezza, stabilità e durabilità, qualità che migliorano nel legno particolarmente stagionato. Rappresenta il giusto equilibrio tra prestazioni e raffinatezza.

Resistente alle intemperie e agli agenti atmosferici, viene impiegato nel settore delle costruzioni di imbarcazioni. In quanto legno curvabile, trova impiego nella costruzione delle pregiati botti di rovere.

 Analizziamo le proprietà meccaniche, fisiche e tecnologiche che ne giustificano gli svariati utilizzi.

Proprietà Meccaniche: esprimono la capacità del legno a resistere alle sollecitazioni.

Resistenza: predisposizione del legno a resistere alle sollecitazioni esterne. Buona, soprattutto alla compressione e flessione.
Durezza: predisposizione a non lasciarsi scalfire. Elevata. Il rovere presenta un alto grado di durezza e resistenza agli urti. Viene presa come riferimento per determinare la durezza degli altri legni (espressa in Kg/mm2).
Durabilità Da discreta a buona, passando dall’albume al durame. Resiste all’invecchiamento, ai parassiti vegetali (funghi e muffe), alle variazioni climatiche. Può essere oggetto di attacco da parte di parassiti animali.
Stabilità: predisposizione a resistere alle deformazioni. Discreta, tende leggermente ad imbarcarsi.
Tenacità: capacità a resistere agli urti. Elevata. Il legno di rovere presenta un’alta resistenza agli urti.


Proprietà Fisiche: caratterizzano l’aspetto e la struttura del legno.

Colore Il rovere presenta un colore giallastro tendente al bruno, passando dall’albume al durame, colore tende a schiarire col tempo.
Tessitura: grandezza degli elementi che formano la struttura del legno. A grana fine, media e grossolana, passando dalla specie Quercus Petraea alla specie Quercus Alba, alla specie Quercus Robur, con andamento delle fibre diritte ma con irregolarità localizzate..
Porosità Elevata.
Igroscopicità: capacità ad assorbire e liberare umidità. Rilevante.
Essiccazione o stagionatura Discreta/Buona. L’essiccazione artificiale va eseguita lentamente ed a basse temperature: il rovere tende a fessurarsi internamente e ad imbarcarsi. Per l’essicazione naturale, i tronchi una volta ridotti in tavole, vengono accatastate all’aperto dove restano dai 24 ai 36 mesi, fino a quando il grado di umidità del 50% circa, al momento del taglio, scende al 15-20%. Durante questo periodo le tavole vanno girate più volte per un’ essiccazione uniforme.
Ritiro e dilatazione: attitudine a modificarsi per volume, forma e dimensioni a seguito di variazione del tasso di umidità e delle temperature. Medio/Alto. Sensibile alle modifiche dimensionali, in presenza di eccessive variazioni del tasso di umidità dell’ambiente ospitante.
Peso specifico: peso per unità di volume. Prossimo ai 700 - 750 Kg/mc stagionato, raggiunge i 950-1000 Kg/mc circa alla stato fresco.


Proprietà tecnologiche: misurano l’attitudine del legno a lasciarsi lavorare

Lavorabilità Buona, con i vari attrezzi dalla pialla alla fresa, al trapano. E’ possibile registrare il sollevamento di qualche fibra durante l’operazione di piallatura. La lavorabilità risulta influenzata dalla velocità di crescita della pianta, diventa più difficoltosa in presenza di un accrescimento più veloce, circostanza che assicura legno più forte e resistente e viceversa.
Facilità di taglio Buona. Il rovere non offre difficoltà a lasciarsi tagliare con i comuni attrezzi da taglio per il legno, sia nel senso delle fibre, che perpendicolare ad esse.
Pieghevolezza o curvabilità: capacità a conservare nel tempo le deformazioni provocate artificialmente. Buona. Il rovere è un legno abbastanza flessibile, da curvare con cura per evitare lacerazioni superficiali. Si può migliorare eseguendola con il vapore.
Attitudine alla finitura Buona. La tinteggiatura, verniciatura e lucidatura non offrono problema, previa una buona preparazione del fondo (necessita di diverse mani con stucco turapori).
Attitudine all’assemblaggio Buona, sia con colla che con viti e chiodi. In caso di utilizzo di chiodi e viti è comunque consigliabile l’operazione di preforatura delle sedi, con una piccolissima punta per legno, dopo averle opportunamente segnate.

Tipi di legno rovere: le specie ed i trattamenti cui viene sottoposto.

Dal punto di vista botanico il rovere (nome commerciale) fa capo alle specie:

  • Quercus Petraea,
  • Quercus Alba,
  • Quercus Robur o Pedunculata,
  • Quercus Pubescens,
  • Quercus Sessiflora.

della famiglia delle Fagaceae.

Dal punto di vista commerciale, in funzione della provenienza si fa distinzione tra:

  • Rovere Americano: comprende il cosiddetto “Rovere americano bianco” ed il “Rovere americano rosso”, rispettivamente white oak (Quercus Alba) e red oak (Quercus Rubra). Il Rovere americano bianco, come si evince dal nome, è caratterizzato un colore chiaro, che spazia dal bianco-giallastro dell’albume al bruno-rossiccio del durame. Con una tessitura grossolana, popola le foreste del Canada, dell’America centro orientale fino alla Florida. Il rovere americano rosso, presente in tutte le foreste orientali degli Stati Uniti, presenta un durame particolarmente rossiccio, cui deve il nome. Il portamento poco regolare non si discosta da quello delle querce europee. Importato in Europa nel XVII secolo come pianta ornamentale per il portamento maestoso, ben presto viene utilizzata come pianta forestale, grazie alla sua grande capacità di adattamento, alla velocità di crescita e all’alto rendimento nella produzione di legname. Specie a foglie caduche, che in autunno nelle piante giovani diventano di un rosso intenso, predilige climi con estati fresche e inverni piovosi, condizioni che trova tra gli 800 ed i 1000 di altitudine, dove con il suo tronco diritto raggiunge i 30 metri di altezza, per vivere mediamente 70-80 anni.
  • Rovere Europeo: comprende il Rovere rosso (Quercus Rubra), importato dall’America intorno al 1700; il Rovere bianco (che in Europa prende il nome di Quercus Robur), che popola le foreste dell’Italia settentrionale; la Quecus Petraea, presente in tutte le regioni del nostro paese, con eccezione della Sardegna, e la Quercus Sessiflora. Secondo alcune fonti, si dovrebbe parlare di “rovere”, solo con riferimento a quest’ultima specie. Presenta anelli di accrescimento ed i raggi midollari visibili a occhio nudo.
  • Rovere Giapponese: Quercus myrsinifolia, Quercus glauca.

I vari tipi di Rovere, europeo, giapponese e americano, sono accomunati da identiche caratteristiche tecnologiche, come comuni sono gli utilizzi, in particolare per il Rovere bianco americano e quello europeo, i cui profili lamellari indifferentemente trovano impiego per la costruzione di finestre, persiane, scuri e porte, grazie all’elevata resistenza agli agenti atmosferici.


In funzione del trattamento superficiale, per il rovere destinato a parquet, troviamo il:

  • Rovere naturale: sebbene non pochi sono i trattamenti per conferire al pavimento in rovere sempre nuove tonalità di colore, per soddisfare esigenze di moda e design, il rovere naturale ha dalla sua parte il non passare mai di moda, conservando nel tempo prestigio e funzionalità.
  • Rovere spazzolato: le tavole presentano la venatura in rilievo, che si avverta al tatto, ottenuta trattando il legno con una spazzola metallina nel senso delle fibre, prima della finitura con vernice o ad olio, realizzando rispettivamente una finitura più lucida o più naturale.
  • Rovere sabbiato: una soluzione che rappresenta il giusto equilibrio tra il classico e il moderno, il giovane ed il vecchio, un colore che ispira serenità.
  • Rovere sbiancato: premesso che il rovere chiaro (Quercus alba) è quello più gettonato, ma non facile da reperire, per venire incontro alle crescenti richieste, si ricorre a procedimenti di sbiancatura artificiale e decapatura, che senza comprometterne le proprietà tecnologiche, consentano di realizzare pavimenti completamente bianchi o leggermente schiariti, per ambienti radiosi e solari. Per esaltare l’interessante venatura del legno rovere, i procedimenti di sbiancatura e decapatura, possono essere seguiti dalla colorazione, realizzando dall’elegante e modernissimo rovere grigio al rovere rosa, dal rovere moro al rovere nero e così via.
  • Rovere anticato:partendo da un rovere tinto, sbiancato e decapato, a seguito di particolari trattamenti, si conferisce al legno il senso di vissuto e di antico, per un pavimento dai colori caldi e tradizionali.

Utilizzi: mobili, parquet e tanto altro...

Grazie alle sue caratteristiche, il rovere viene impiegato per la costruzione di:

  • mobili pregiati e duraturi e parte di essi, come cassetti e pomelli, sia sotto forma di legno massello che di tranciato, mentre sotto forma di rovere lamellare viene impiegato per la costruzione di finestre;
  • serramenti, pavimenti in legno, scale e falegnameria d’ interni;
  • raffinati parquet in massello di rovere: un legno duro e resistente, indicato per pavimentazioni soggette a intenso calpestio (tanto in voga negli ultimi anni, soprattutto nella versione “sbiancato”, che dona luminosità ad ogni ambiente;
  • costruzioni navali (piccole imbarcazioni) e di aeroplani;
  • strutture portanti, grossa carpenteria e costruzioni edili, manufatti che richiedono prestanza e solidità;
  • impiallacciature;
  • doghe per botti di qualità per l’invecchiamento dei vini;
  • travi da utilizzare per la realizzazione di coperture, pensiline, ecc.
Il rovere come legna da ardere: è un ottimo combustibile sotto forma di carbone e come legna da ardere. Genera una bassa densità di fumo; facile da tagliare ed accendersi, produce un’alta quantità di calore.
Tipi di rovere per le Botti.

Tra le centinaia di specie di rovere, quelle maggiormente apprezzate per le doghe delle botti sono sostanzialmente quattro: la Quercus robur, la Quercus sessilis, la Quercus alba e la Quercus peduncolata (farnia). Circa la provenienza i più utilizzati sono il rovere francese e quelli balcanici, anche se da parte di alcune aziende vinicole italiane si preferisce il rovere proveniente dalla Slavonia (Croazia), mentre il miglior rovere americano bianco (Quercus alba) è originario della Pennsylvania. A prescindere dal tipo di rovere dal punto di vista botanico, gli esemplari ritenuti migliori sono quelli a grana sottile, proprietà favorita da una crescita lenta, appannaggio delle zone caratterizzate da un clima fresco, tipico delle foreste francesi.

Quanto costa? I prezzi indicativi medi all’ingrosso e al dettaglio (listelli, tavole e travi).

Al pari degli altri legni, anche per il rovere il prezzo, stabilito a mc, dipende:

  • dalla scelta, che com’è noto va dalla 1^ alla 4^, in funzione dei difetti;

  • dal grado di stagionatura o essiccazione (i procedimenti di stagionatura naturale, per ovvi motivi di costo, hanno ceduto quasi interamente il passo alle essiccazioni artificiali);

  • dal grado di lavorazione.

A titolo indicativo, il prezzo medio del rovere di 1^-2^ scelta, semerifilato, essiccato, oscilla mediamente dai 900 ai 1100 euro a mc, il prezzo può aumentare del 25-30% per una 1^ scelta di rovere di Slavonia. Ovviamente, il prezzo potrebbe risultare ulteriormente influenzato dalla lontananza rispetto al luogo di produzione (provenienza), dalla reperibilità, dal quantitativo da acquistare, dal sistema di pagamento, dalle eventuali vendite promozionali, dall’eccesso di offerta di quel determinato momento, ecc.

Per gli acquisti amatoriali, presso punti legno fai da te, tipo Leroy Merlin, il prezzo è stabilito a corpo per elementi (tavole, listelli, travi, pannelli, listoni per pavimenti, di vario spessore e dimensioni), ovviamente determinato partendo dal costo a mc, opportunamente rivisto per la vendita al dettaglio.

Prezzi indicativi al dettaglio per gli amanti del fai da te:

  • Una confezione da 10 listelli in legno massello di rovere, piallati sulle quattro facce, sezione 2cmx4cm per 240cm di lunghezza, viene offerta a 85 euro crica + IVA, il prezzo scende a 55 euro + IVA per una confezione di 40 listelli, stesse caratteristiche (in rovere massello e piallati), con sezione 1cmx1cm per una lunghezza di 240cm, mentre sale a 135 euro + IVA per una confezione di 10 listelli, sezione 1cmx10cm per una lunghezza di 240cm.

  • Una tavola in legno massello di rovere, 10cmx80cm, spessore 2cm, viene offerta al costo di 4,50 euro + IVA, il costo sale a 10,50 euro + IVA per una tavola, stesso spessore, 20cmx100cm.

  • Una trave sezione 15cmx20cm per 200cm di lunghezza, viene offerta al prezzo di 55/60 euro + IVA.

Per gli acquisti in rete ai prezzi di cui sopra bisogna aggiungere i costi di spedizione, la cui incidenza aumenta man mano che diminuisce l’importo dell’ordine.

 

Prezzo parquet rovere.

Come tutte le essenze, anche il rovere per le pavimentazioni in legno viene offerto in tavole di diversi formati, dai tradizionali listelli (1,2 cm x 7,0 cm x 40 cm) alle maxi-tavole, spessore da 12 a 15 mm, larghezza da 15 a 20 cm, per una lunghezza che raggiunge i 2 metri.

A titolo esemplificativo:

  • il prezzo indicativo medio per il formato 1,2 cm x 20 cm x 200 cm, è prossimo ai 50 euro a mq + IVA, prezzo che si riduce fino al 25% circa man mano che diminuiscono le dimensioni dei listoni (lunghezza e larghezza), con eccezione dello spessore che in genere resta invariato;
  • il parquet prefinito in Rovere spazzolato sbiancato, spessore 1,5 cm x 19 cm di larghezza x 180 cm di lunghezza, viene offerto ad un prezzo prossimo ai 45 euro a mq +IVA.

Pulizia e manutenzione mobili e manufatti in rovere.

Per preservare mobili e manufatti in legno dall’uso e dal degrado e conservarli sani e belli nel tempo, bisogna prendersi cura di loro con una quotidiana pulizia ed una periodica manutenzione, con interventi straordinari e cadenzati.

Per la pulizia giornaliera dei mobili e manufatti in rovere laccato o verniciato è sufficiente la tradizionale spolverata da effettuare con uno straccetto di cotone morbido e con il classico panno giallo quadrettato, che non perdono pelucchi. Per tenere lontano la polvere per il maggior tempo possibile, durante l’operazione potete utilizzate un pulitore per mobili nella versione spray. I mobili con la finitura a cera vanno spolverati con un panno morbido e asciutto. Per rinnovare la ceratura, con l’ausilio di un decerante, da stendere con un pennello, bisogna rimuovere la vecchia cera, quindi stendere un velo di cera d’api, preventivamente ammorbidita a bagno maria. Trascorse 24-36 ore le superfici vanno lucidate con uno straccetto di lino.

Settimanalmente diventa necessario una pulizia più accurata, per eliminare le immancabili impronte, gli eventuali aloni e le possibili macchie, pulendo il mobile con un panno-pelle ben strizzato dopo averlo imbevuto in una bacinella contenente acqua tiepida in cui è stata disciolta una pasticca di sapone di marsiglia o poche gocce di ammoniaca liquida o ¼ di tazzina di aceto bianco. Dopo il lavaggio è opportuno passare il panno più volte nel senso delle fibre dopo averlo sciacquato solo con acqua.

Oltre alla quotidiana spolverata e periodica pulizia, il legno, in quando materiale vivo, che continua a modificarsi col tempo, periodicamente (non esiste una regola precisa: la frequenza dipende, dall’uso, dalle condizioni climatiche, dall’esposizione agli agenti atmosferici, in particolare alla luce del sole, dalla vicinanza a fonti di calore, tipo i termosifoni) necessita di essere nutrito, protetto e lucidato. Per lo scopo il mercato offre prodotti specifici, come l’olio paglierino, che oltre a creare un velo protettivo, nutre e lucida le superfici trattate, e la ceralacca che ne rinnova la brillantezza.

Abbiamo poi prodotti per interventi di manutenzione straordinaria, eventi che si ripetono poche volte durante la vita di un mobile, tra cui ricordiamo: lo sverniciatore liquido o a spray, lo stucco, il mordente, il colorante all’acqua, la cera colorante, la cera colorante.

Legno rovere: Piccole riparazioni e trattamento anti-tarlo Fai da te.

I mobili e manufatti in rovere possono presentare piccole crepe, fenditure, abrasioni e screpolature, formatesi spontaneamente a seguito delle variazioni dimensionali (ritiro e rigonfiamenti) che subisce il legno, un materiale vivo, conseguenza di variazioni di temperatura e del tasso di umidità, nonché graffi e ammaccature formatesi accidentalmente, o la presenza di tarli, tutti inconvenienti fronteggiabili con il Fai da te.

Per le piccole riparazioni, che compromettono l'integrità e l'estetica dello strato superficiale del mobile o manufatto (porte, finestre, scuri, ecc), il mercato offre bastoncini di cera, anche colorati, con i quali, una volta riscaldati, si provvede a colmare le crepe, abrasioni, ecc, rimuovendo la cera in eccesso con la spatola o uno straccetto.

Qualora il manufatto presenta buchini piccolissimi a causa della presenza di tarli, nemici numero uno del legno, questi vanno combattuti trattando l'area interessata con uno specifico prodotto antitarlo, liquido o a spray. Bisogna fare in modo che il prodotto raggiunga la profondità dei fori. Al riguardo, in funzione della superficie da trattare e del numero dei buchetti  si può utilizzare il pennello o una comune siringa. Sicuramente la siringa assicura un miglior risultato, ma la tecnica è compatibile solo con la presenza di un numero limitato di buchetti.

Puoi approfondire la tecnica per combattere i tarli, consultando la guida: Trattamento antitarlo

Informazioni sull’albero di rovere.

 

Il rovere è albero che popola, in esclusiva o unitamente ad altre specie, come il faggio, la betulla e l’agrifoglio, le zone prealpine del nostro paese e quelle dell'Europa centrale e occidentale. Ha un diametro che può superare il metro e mezzo, ed un'altezza che supera di poco i 30 metri,
Il suo legno non differisce sostanzialmente da quello delle altre specie di quercia, dalle specie americane a quelle giapponesi.
Deve il nome “petraea” (pietra), alla predilezione per i terreni pietrosi ed asciutti, non teme la siccità grazie alla voluminosa massa radicale, che le consente di raggiungere profondità ricche di umidità.

E’ una pianta molto longeva, può vivere fino 500 anni, ma la sua massima grandezza la raggiunge ad un’età prossima a 150 anni.

Contiene un liquido particolare il “tannino” che conferisce alle omonime botti (botti di rovere), l’apprezzato aroma e nel contempo assicura al legno la capacità di resistere alla fermentazione dei mosti, da trasformare in vino.

Supervisione: Giuseppe Travaglione

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