Legno frassino: caratteristiche, usi, tipologie, prezzo e manutenzione.

Legno frassino: caratteristiche, usi, tipologie, prezzo e manutenzione

Quali sono le caratteristiche principali del legno frassino? Quali gli utilizzi più comuni di tale materiale? Conosciamo le tipologie ed i costi medi di uno dei legni più flessibili e curvabili.

Caratteristiche tecniche e proprietà del legno di frassino.

Il frassino è un buon legno, ma non particolarmente pregiato. Di seguito, le sue caratteristiche:

Fibre Sono regolari è corrono abbastanza dritte.
Colore Piuttosto chiaro, che va dal biondo chiaro al rosa, al bruno pallido, con eventuali sfumature di verde.
Peso specifico

Prossimo ai 650 Kg/m3, dopo l’essiccazione, mentre supera gli 800 Kg/m3 appena raccolto.

Stagionatura

Durante tale processo necessario per far essiccare il legno per renderlo lavorabile, il frassino tende a scurirsi e potrebbe subire lievi spaccature alle estremità del pezzo.

Durezza

Appartiene alla categoria dei legni semiduri ed ha un’apprezzabile resistenza meccanica, si flette ma non si spacca.

Lavorazione

Facile da lavorare, segare e piallare, il frassino si assembla senza difficoltà, sia con viti che con chiodi, purché vengano preventivamente preparati i relativi alloggi, dal momento che, come abbiamo visto, tende a spaccarsi.

Durata

Destinato a durare nel tempo è però attaccabile dai parassiti del legno, quali funghi (Oidio, Carie del legno), tarli e larve di coleotteri.

Utilizzi del frassino.

Vediamo gli utilizzi del frassino, in linea con le proprietà e caratteristiche tecniche:

  • Elementi di articoli sportivi, manici per attrezzi e utensili, strumenti musicali. In quanto legno flessibile, ma nello stesso tempo duro e resistente, il frassino viene utilizzato per la costruzione di elementi di articoli sportivi (come le mazze da baseball, remi, parallele) suppellettili, pioli per le scale, manici di attrezzi da lavoro, quali asce e martelli, manici di utensili per giardinaggio, casse di risonanza di strumenti musicali a corda.

  • Mobili rustici, scalini e pavimenti. Nella versione più chiara, il legno frassino massello viene impiegato per la costruzione di scalini, pavimenti (parquet) e mobili rustici, in particolare da cucina.

  • Serramenti. La predisposizione per una buona finitura, il colore estremamente chiaro, la venatura diritta, hanno fatto del frassino un legno molto apprezzato e usato nel settore dei serramenti, per porte e finestre.

Tipologie e varietà.

Oltre al legno frassino naturale esistono in commercio altre tipologie di frassino che, grazie ad apposite lavorazioni, lo rendono più versatile ed adatto agli usi più svariati:

Frassino termotrattato o termocotto per esterno. Il legno frassino naturale risulta poco adatto per l’esterno, poiché si deteriora facilmente, per cui viene termotrattato.
 
Sotto forma di listoni, doghe,elementi indicati per rivestimenti esterni, una volta essiccato compiutamente, fino a raggiungere la completa assenza di umidità, viene lentamente portato ad una temperatura prossima ai 200°C. Tale trattamento conferisce al legno caratteristiche di durabilità e stabilità, tali da renderlo idoneo per rivestimenti di facciate esterne al pari dei legni tropicali. A seguito del trattamento il colore di partenza tende a scurirsi, ma la venatura non subisce modificazioni.
 
Legno di frassino lamellare.Grazie all’ottima tenuta all’incollaggio e alle facilità con la quale si lavora, il legno di frassino viene largamente utilizzato per realizzare listelli, travi e pannelli lamellari. Questi ultimi, una volta termotrattati risultano indicati per rivestimenti esterni, anche in presenza di condizioni climatiche estreme, come in presenza di forti venti e salsedine.

I profili lamellari se al loro interno prevedono a sandwich uno strato di sughero, assicurano anche un ottimo isolamento termoacustico.

Puoi approfondire le caratteristiche e le possibilità di utilizzo dei pannelli a sandwich.

Frassino sbiancato. Legno di forte impatto estetico, destinato ad arredare ambienti moderni e minimalisti. E’ il risultato di un trattamento di sbiancamento, da eseguire con una delle seguenti tecniche:

  • Con acqua ossigenata. Rappresenta la tecnica tradizionale, ma non assicura un risultato molto duraturo. Col passar del tempo, infatti, il frassino tende a riprendere il suo colore iniziale.
Consiglio per il fai da te: L’acqua ossigenata (perossido di idrogeno) al momento dell’utilizzo deve essere attivata con l’aggiunta di ammoniaca pura, nel rapporto 4 a 1, quattro parti di acqua ossigenata ed una parte di ammoniaca pura. La soluzione così ottenuta va stesa sulla parte interessata con un pennello resistente agli acidi, come anche la soluzione va preparata in un recipiente altrettanto resistente all’acido, non mancando di prendere le necessarie precauzioni durante l’utilizzo, come mascherina, guanti e occhiali, operando in un ambiente ben areato. Per procedere con una seconda mano bisogna attendere 3-4 giorni.
  • Con olio. Trattamento di sbiancamento che, senza alterare la naturale finitura del legno, anche se la venatura risulta leggermente velata dai pigmenti dell’olio, assicura un risultato destinato a durare nel tempo.
  • Con vernice. Tecnica simile alla precedente, almeno per quando riguarda il risultato, che al posto dell’olio utilizza una vernice bianca matta. Il risultato è un colore delicato e discreto, senza comprometterne la luminosità.

Il frassino è un legno che si presta in modo particolare a questo trattamento in quanto presenta una venatura ed una porosità significativa, caratteristiche che a seguito del trattamento di sbiancamento vengono accentuate.

Frassino leggero (di palude) e frassino pesante.
A parità di pianta, il legno presenta un peso più leggero o più pesante in funzione delle condizioni climatiche e del grado di umidità del terreno in cui cresce la pianta, cui si aggiunge la posizione del taglio, rispetto all’altezza ed al centro del tronco. Un taglio basso e periferico assicura un legno più leggero. Questa distinzione assume rilievo per l’utilizzo del frassino con riguardo alla costruzione di strumenti musicali a corda (violino, contrabbasso, ecc), in quanto la circostanza influisce sulla qualità del suono.

Quanto costa questo tipo di legno?

 

Premesso che il prezzo del legno varia da luogo a luogo, a scopo indicativo, possiamo dire che la forbice dei prezzi del legno frassino oscilla dai 300 ai 350 euro a m3, passando dal frassino misto a quello bianco.

Manutenzione ordinaria e straordinaria del frassino.

Pulizia quotidiana: Il frassino si pulisce facilmente; per la quotidiana pulizia di mobili e suppellettili è, infatti, sufficiente far seguire alla spolverata con uno strofinaccio, il passaggio con un panno pelle ben strizzato, dopo averlo imbevuto in acqua calda, che di per se è un ottimo sgrassante.

Rimozione delle macchie: Per eliminare possibili macchie è consigliabile strofinare con aceto bianco applicato su un panno morbido e risciacquare subito dopo il passaggio.

Per preservarlo nel tempo: Per preservare invece il colore del legno è necessaria un’applicazione periodica di olio o impregnante naturale.

Qualche informazione sull’albero.

L’albero di frassino, che può raggiungere il metro di diametro, superare i 30 metri di altezza e 2 secoli di vita, si adatta a qualsiasi tipo di terreno, ma cresce bene nelle prossimità dei corsi d’acqua, su terreni umidi, ad altitudini non particolarmente elevate, pianure e media montagna, diciamo fino ai 1500 metri di altitudine, possibilmente in aree soleggiate. Oltre che per il legno, i frassini vengono coltivati a scopo ornamentale. Nel nostro paese le specie maggiormente coltivate sono il frassino orniello e il frassino maggiore, rispettivamente il Fraxinus ornus ed il Fraxinus excelsior.

Curiosità:

  • In quanto legno stabile ed elastico, curvabile col vapore, per il passato, quando il legno era presente in svariati settori, il frassino ha fornito il suo valido contributo per realizzare le ruote dei carri a trazione animale.
  • I legni che assomigliano al frassino sono il castagno, l’olmo e il noce americano, con i quali viene a volte sostituito.

Supervisione: Giuseppe Travaglione

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