Avere cura dei Cactus significa sceglierli in funzione dello spazio a disposizione e delle caratteristiche dell’habitat che è possibile loro assicurare, quale il davanzale di una finestra, il balcone, il terrazzo, il giardino. Va da se che il davanzale di una finestra può ospitare solo cactus di dimensioni contenute, mentre il giardino non conosce limiti in tal senso.
Prendersi cura dei Cactus, salve poche eccezioni, per gli esemplari coltivati in vaso, significa ricoverali all’interno di serre o appartamenti durante la stagione invernale, prepararli all’evento, stimolandone la ripresa del riposo vegetativo, interrompendo eventuali interventi di concimazioni e irrigazioni.
Sebbene in natura i Cactus si adattano a condizioni climatiche non certo confortevoli, caratterizzate da lunghi periodi di siccità, coltivati in vaso diventano un tantino più esigenti, per cui prendersene cura significa collocarli in una posizione servita da luce e calore, quindi sufficientemente illuminata e soleggiata, una dimora areata, condizioni che devono interessare la pianta nella sua interezza, al fine di assicurare alla stessa una crescita regolare ed equilibrata.
Coltivati in cattività, i Cactus hanno bisogno di un substrato formato da un terriccio sabbioso, leggero e sufficientemente drenato, capace di assicurare una buona areazione e ossigenazione della massa radicale e nel contempo un buon drenaggio dell'acqua, scongiurando ristagni idrici e patologie fungine.
Nel rispetto di certe regole di massima, facendo leva sulla proprie esperienza e facendosi guidare dal buon senso, anche i Cactus necessitano di essere annaffiati. La preoccupazione di non tarare bene gli interventi di innaffiatura, in qualche misura coinvolge tutti gli appassionati di piante grasse. Cominciamo col dire che, sicuramente anche per il Cactus vale la regola generale secondo la quale bisogna intervenire quando il terreno, nella sua interezza e non solo in superficie, appare sostanzialmente asciutto, come pure il fatto che le piante, ed i Cactus in particolare, temono più l’eccesso che la carenza di irrigazione. Da ciò si deduce che, relativamente ai Cactus, con l’acqua bisogna essere parchi, moderati e misurati, soprattutto con riguardo alla periodicità degli interventi.
Dal punto di vista strettamente operativo, i Cactus non vanno innaffiati durante il periodo di riposo vegetativo, coincidente con la stagione invernale. Le operazioni di innaffiatura vanno riprese con moderazione con l’arrivo della primavera, intensificate e regolarizzate durante l’estate, ridotte durante l’autunno, non mancando di tener conto della temperatura del momento, della zona climatica, dello stato e qualità del terriccio, del materiale e della grandezza del vaso. Si potrebbe dire da 0 a 2- 3 a 8-10 volte al mese secondo le considerazioni di cui sopra.
Ricapitolando e concludendo, la cura per i Cactus comincia con la scelta esatta della specie, in funzione di ciò che possiamo offrire, quindi assicurare agli stessi una dimora confortevole, un terriccio per piante grasse di qualità e con le giuste caratteristiche, un vaso rispondente per materiale e dimensione, dei corretti interventi di innaffiatura, concimazione, rinvaso, difesa dalle condizioni climatiche estreme e dagli attacchi da parte dei parassiti.
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