Coltivare in vaso le piante, con la tecnica del Fai da te, anche da parte di chi dispone non solo di balconi o terrazzi, ma anche del giardino, è cultura generalizzata, interessa la quasi totalità delle persone. In linea di massima, le regole da osservare per l’esercizio di questo hobby prescindono dal tipo di vaso (terracotta, plastica, vetroresina, legno, cemento) e dalle specie di piante. Il numero e la grandezza dei vasi va stabilito in funzione dello spazio a disposizione e della tipologia di piante che si intende coltivare, in linea con la propria zona climatica. Stabilito ciò, tranne che per la coltivazione di piante particolari, come le piante grasse, i vasi da creare ex novo vanno riempiti col comune
terriccio universalmente venduto dai vivai e Centri Commerciali. In genere, dal punto di vista operativo il vaso viene riempito per i ¾, quindi si predispone una buca al centro dello stesso, di una profondità commisurata al pane di terra della pianta da interrare, quindi si depone la pianta e si continua col terriccio, fino a riempire totalmente il vaso. Dopo aver pressato con cura il terriccio intorno alle radici della pianta, si procede con un’adeguata
innaffiatura. Relativamente ai vasi in plastica è opportuno praticare dei fori lungo il bordo inferiore dello stesso, per intenderci, a qualche centimetro dal fondo, in modo che durante l’innaffiatura l’acqua in eccesso finisce nel sottovaso. Questo accorgimento consente di verificare in tempo reale, durante l’operazione di innaffiatura, che l’acqua non ristagni nel vaso, perché ostruito il foro all’uopo predisposto al centro del fondo. Per le piante coltivate in vaso, si tratta di un accorgimento opportuno, in considerazione del fatto che le piante muoiono non tanto per carenza, quanto per abbondanza d’acqua, in particolare quando questa ristagna (le piante marciscono). Questi fori possono essere praticati col trapano avvitatore munito di una punta da 5 – 6 mm o con un chiodo da carpenteria, retto con le pinze e reso incandescente sui fuochi del piano cottura. Cogliamo l’occasione per dire che non esistono regole precise circa la frequenza con la quale vanno innaffiate le piante coltivate in vaso. Vale la regola generale, ossia che le piante vanno innaffiate quando il terreno appare asciutto. Vanno innaffiate lentamente per fare in modo che il terreno possa trattenere la massima quantità di acqua. In ogni caso, bisogna evitare di innaffiare le piante durante le ore calde della giornata. Almeno una volta all’anno, possibilmente alla fine dell’inverno, bisogna integrare e/o rinnovare il terriccio esistente. A tal fine, bisogna rimuovere dal vaso, per quanto possibile senza traumatizzare eccessivamente la pianta, la massima quantità di terriccio, procedendo dall’esterno verso il centro del vaso. Una volta pressato adeguatamente il nuovo terriccio intorno alle radici della pianta, si procede con la necessaria innaffiatura. Quando ci si accorge che le radici occupano gran parte del vaso, è il momento di rinvasare la pianta con un vaso leggermente più grande. Per quanto riguarda la
concimazione, per le piante coltivate in vaso, risulta più indicato
il concime sciolto in acqua, anche se non mancano coloro che preferiscono quello a lenta cessione. In ogni caso, il periodo migliore per questa operazione è la fine del periodo di riposo vegetativo. Circa le dosi e la frequenza, è sufficiente attenersi alle indicazione fornite dalla casa produttrice del concime, riportate sulla confezione. Siamo di fronte alle classiche e rilassanti operazioni alla portata di tutti i Fai da te. Per la scelta delle piante da coltivare in vaso, senza esagerare nella diversificazione delle specie, occorre trovare il giusto equilibrio, in modo che si possa disporre di un piacevole impatto visivo durante l’intero anno.