Caminetti Bioetanolo


Caminetti  Bioetanolo


Come i caminetti elettrici, i caminetti a bioetanolo, alimentati ad alcool etilico, sono caratterizzati dall’assenza di canna fumaria, con gli ovvio vantaggi di ordine pratico. Di facile installazione e posizionamento, non necessitano di interventi di muratura.

Presentano una buona autonomia, dal momento che 3 o 4 litri circa di combustibile, a secondo dei modelli e dell’intensità della fiamma, riescono a tenere il caminetto in funzione per un’intera giornata, assicurando una fiamma viva, in totale assenza di fumi, cenere, scintille e odori sgradevoli. Ovviamente, manca anche la brace della legna che arde. In compenso, in assenza di canna fumaria, che disperde non poco calore, il caminetto a bioetanolo riscalda molto velocemente. L’assenza di cenere e della canna fumaria esclude quasi totalmente gli interventi di manutenzione.

I caminetti a bioetanolo, alla pari dei più apprezzati caminetti a legna e pellet, che necessitano di canna fumaria, sono espressione di design curato, veri complementi d’arredo. Diversamente dai caminetti a pellet o legna, i biocaminetti vengono commercializzati come “complementi d’arredo”e non come sistemi di riscaldamento. Non risultano in grado di fungere da principale o unica fonte di riscaldamento.

L’alcool etilico è un combustibile pulito, inodore e incolore, che non inquina. E’ sufficiente una presa d’aria dall’esterno che assicuri ossigeno alla combustione, come per qualunque sistema a fiamma libera presente in casa. Il bioetanolo è un combustibile sicuro, che da diversi decenni trova impiego nel mondo del riscaldamento, mentre da parte di alcuni importanti paesi, attenti all’ambiente, si sta incrementato il suo impiego nel mondo del trasporto, in alternativa al petrolio.

L’alcool etilico, conosciuto anche col nome di bioetanolo, viene commercializzato in taniche che contengono da 1lt a 5 litri di combustibile, in confezioni che vanno dai 25 ai 50 litri. Il bioetanolo è un combustibile di origine vegetale, ottenuto da biomasse, espressione di sicurezza e rispetto per l’ambiente, anche se non mancano coloro che sostengono che il bioetanolo bruciando produce, anche se in minime quantità, polveri sottili e ossido di azoto, sostanze dannose alla salute.

Dai più si ritiene che un bioetanolo di qualità (evitando nella maniera più assoluta di utilizzare alcool rosa, praticamente tossico) ed una sufficiente presa d’aria che reintegri l’ossigeno consumato dalla combustione, rende i biocaminetti immuni da pericoli. Sembra trovarci davanti a due verità: com’è vero che ogni combustione produce sostanze che accumulandosi possono nuocere alla salute, è altrettanto vero che nel caso specifico esse vengono prodotte in quantità non significative. Pertanto, bisogna farsi guidare dal buon senso, ossia evitare di collocare il biocaminetto in ambienti piccoli e non ben areati, nonché prevedere un’adeguata presa d’aria che attingendo direttamente dall’esterno reintegri sistematicamente l’ossigeno consumato dalla combustione, precauzione da prendere ogni qualvolta in casa ci si trova in presenza di un sistema a fiamma libera. Detto ciò, sicuramente i caminetti a bioetanolo rappresentano una grande opportunità per coloro che non possono permettersi un camino che necessità di canna fumaria.

Circa il prezzo di questi caminetti, bisogna dire che la forbice è molto ampia, come molto varia è la qualità dei materiali, le prestazioni, i consumi, la sicurezza e la resa termica. Purtroppo, prodotti apparentemente simili vengono offerti a prezzi molto diversi, si passa con facilità dai 300/400 euro ai 3000/4000 euro. I primi sono prodotti non affidabili, spesso d’importazione, poco sicuri, che consumano molto e durano poco, realizzati con lamiere di pessima qualità e spessore inadeguato, facili a deformarsi, con le temperature che fanno registrare i biocaminetti. Si tratta di manufatti non testati e non accompagnati da opportune certificazioni di qualità e sicurezza. Insomma, se il detto: “tanto paghi, tanto vale”, in qualche misura risulta valido, bisogna diffidare di quei biocaminetti offerti a prezzi estremamente bassi.

Quindi,biocaminetti si, ma solo quelli testati e accompagnati da idonee certificazioni di qualità e sicurezza, da alimentare con bioetanolo di qualità e specifico per biocaminetti, da collocare in ambienti ben areati e muniti di presa d’aria per rimpiazzare l’ossigeno consumato dalla combustione. Caminetti da usare con criterio, senza perdere di vista che la resa termina dell’etanolo è inferiore ad atri combustibili, come il gasolio, anche se, come abbiamo già detto, c’è chi ritiene necessaria anche per i biocaminetti la canna fumaria. Non si esclude, al riguardo, un intervento dell’Istituto Superiore della Sanità per far chiarezza su questa delicata questione.

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