Asfalto drenante
E’ necessario fare una premessa: il materiale utilizzato per pavimentare le strade è detto “asfalto” impropriamente. Quest’ultimo, infatti, è una roccia calcarea impregnata di bitume, contenente carbonato di calcio nella percentuale del 60-90% e bitume nella percentuale media del 10%circa. Trattasi di un particolare tipo di roccia che nel nostro paese è presente in Sicilia e in Abruzzo. Da esso, solo a partire dal XVIII secolo si estrae un mastice, confezionato nei cosiddetti “pani d’asfalto”. Questi ultimi, per essere utilizzati nelle asfaltature, vengono fusi in apposite caldaie e ad essi si aggiungono sabbia e ghiaia. Quando la massa è ancora bollente e semiliquida viene versare sulla zona da asfaltare. Fatta questa precisazione, veniamo all’asfalto drenante.
L’asfalto drenante, utilizzato per strade a scorrimento veloce, è un conglomerato bituminoso artificiale composto di sabbia, bitume e ghiaia con grana più grossa rispetto all’asfalto normale, ossia una miscela composta di materiali inerti e bitume, in grado di assicurare una macro-rugosità. L’obiettivo è quello di realizzare un asfalto molto poroso capace di ottimizzare il deflusso delle acque piovane e quindi di ridurre la nuvola d’acqua che si solleva dal fondo stradale al passaggi dei veicoli, in modo particolare di quelli pesanti, condizionando la visibilità dei veicoli sorpassati, e nello stesso tempo migliorare l’aderenza dei pneumatici.
L’asfalto drenante migliora, pertanto, la sicurezza di guida soprattutto sotto l’aspetto delle visibilità. In caso di pioggia, anche in presenza di un asfalto drenante, se non si vogliono annullare i benefici in termini di sicurezza, è necessario comunque moderare la velocità, nel rispetto dei limiti imposti.
E’ stato rilevato che in caso di pioggia l’asfalto drenante, rispetto a quello tradizionale, assicura una riduzione degli incidenti dell’ordine del 15-20% circa, in quanto le caratteristiche del fondo bagnato tendono ad avvicinarsi a quelle del fondo asciutto, rendendo altresì la guida più confortevole, grazie all’attenuazione del fenomeno dell’acquaplaning. Le autostrade per l’Italia dotate di asfalto drenante, che nel 1999 erano solo il 16%, nel 2007 sono diventate circa l’80%.
Solo un manto stradale a tessitura aperta, con una percentuale di vuoti che si attesti attorno al 15%, è in grado di assicurare un efficiente smaltimento delle acque piovane ed una sensibile riduzione dei rumori. Un buon asfalto drenante, sufficientemente poroso, durante la pioggia, in un primo momento assorbe l’acqua, evitando che si formino pericolose pozzanghere, per incanalarla successivamente ai bordi della strada. Sono queste caratteristiche conseguibili solo grazie all’utilizzo di aggregati di qualità.
A tal fine, per migliorare le caratteristiche tecniche dell’asfalto drenante, come l’elasticità, l’indeformabilità e la resistenza agli sbalzi termici, nonché migliorarne durata, prestazione e sicurezza, il bitume stradale viene modificato con l’aggiunta di materiali polimerici. Ciò consente anche di ridurre lo spessore del manto stradale senza modificare l’assetto strutturale, conseguendo vantaggi economici non trascurabili.
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