Argilla espansa

L’ argilla, nata nel corso dei secoli dalla decomposizione di rocce, con l’aggiunta dell’acqua diventa un materiale malleabile, facilmente lavorabile, mentre una volta asciugata perde totalmente la malleabilità trasformandosi in un materiale perfettamente rigido e compatto, caratteristiche che a seguito di riscaldamento vengono cristallizzate e rese irreversibili.

L’argilla nelle varie forme trova impiego in vari settori, da quello della medicina alternativa a quello dei cosmesi, dal settore edile a quello dell’orticoltura e floricoltura.

Dalla cottura delle argille, opportunamente frantumate secondo svariate classi granulometriche, si ottiene l’argilla espansa, che si presenta sotto forma di sferoidi di svariate dimensioni, sferoidi caratterizzati da un nucleo centrale poroso, che conferisce al materiale il requisito della leggerezza, e da un involucro esterno particolarmente duro, che ne assicura un’elevata resistenza meccanica.

Queste caratteristiche, fanno dell’argilla espansa un materiale particolarmente apprezzato nel mondo edile, per la realizzazione del calcestruzzo alleggerito, ottenuto sostituendo parte del materiale inerte con l’argilla espansa, materiale particolarmente leggero, e, come abbiamo già accennato, nel mondo dell’orticoltura e floricoltura.

Con riferimento a quest’ultimo utilizzo, l’argilla espansa, sotto forma di sferoidi di varia granulometria a secondo il tipo di coltura, risulta particolarmente apprezzata per le ottime caratteristiche di drenaggio dell’acqua. Concorre alla composizione del substrato in misura più o meno prevalente rispetto agli altri elementi, quali sabbia, torba, ghiaia, in funzione delle esigenze della specie di pianta.

In presenza di piante epifite, come le orchidee che vivono con ad un certa altezza sulle cime degli alberi delle foreste tropicali, con le radice aggrappate ai rami, libere e praticamente pendule nell’aria, la presenza dell’argilla, con l’eventuale aggiunta di altri materiali inerti e drenanti come il polistirolo (polistirene espanso) o il sughero, sarà prevalente rispetto ai rimanenti componenti del substrato. Siamo di fronte ad una specie di piante che teme il ristagno d’acqua, anticamera di potenziali malattie fungine, come il marciume radicale, che necessita di un substrato particolarmente drenante.

In presenza di piante terricole o terresti, della specie sempreverde, che prediligono un substrato umido, il substrato vedrà prevalere la torba ed il vermiculite. La dimensione degli sferoidi sarà stabilità in funzione della grandezza del vaso e della pianta.




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