Alberi resinosi: quali sono? Caratteristiche ed elenco.

Gli alberi resinosi sono quelli al di sotto della cui corteccia corre una sostanza gelatinosa, la resina. Quali sono? Approfondiamone le caratteristiche.

Alberi resinosi: quali sono? Caratteristiche ed elenco

Cosa sono gli alberi resinosi? 

Rientrano nella categoria di alberi resinosi tutti quelli che, quando viene incisa in maniera più o meno profonda la loro corteccia, emettono una sostanza, che può essere o liquida o gelatinosa colloidale, denominata resina vegetale.

Resina vegetale.

Le resine sono un gruppo abbastanza vasto ed eterogeneo di sostanze di origine vegetale (si estraggono da particolari specie arboree). Esse sono costituite da una miscela, con formula molto variabile, di numerosi composti organici.

Le resine, in funzione dei loro componenti, possono avere una consistenza liquida, solida o semisolida e sono generalmente dotate di odore penetrante e caratteristico. Con l’esposizione all’aria si perdono, per evaporazione, i componenti volatili e solidificano. Sono secrete, per incisione della corteccia e più raramente per essudazione, da particolari tipologie di alberi ossia quelli sempreverdi con foglie aghiformi. La funzione della resina è protettiva in quanto costituisce una sorta di cerotto che sigilla e protegge la ferita procurata all’albero. Contrastando in tal maniera l’ingresso e quindi l’attacco di parassiti, batteri e muffe. Inoltre il loro odore pungente allontana insetti e piccoli animali parassiti del legno. Chimicamente hanno una composizione molto complessa e variabile. Qualunque essa sia il componente principale è comunque quello che viene identificato come elemento resinoso che però si presenta miscelato con molti altri elementi di contorno.

Gli elementi resinosi sono generalmente dei terpeni o composti che da essi derivano per sostituzione di atomi di idrogeno con atomi di altri elementi o con gruppi funzionali. Dove i terpeni sono polimeri ossia catene più o meno lunghe di una stessa unità di base monomero che si ripete per un numero n di volte. Il monomero dei terpeni è l’isoprene che ha formula chimica:

CH2 = C (CH3)-CH = CH2.

Le resine vengono utilizzate nell’industria chimica per la realizzazione di vernici, collanti e solventi come ad esempio acquaragia e olio di trementina. Fossilizzando la resina si tramuta in ambra sostanza che fin dall’antichità è stata utilizzata per realizzazione di monili e gioielli.

La definizione fornita di alberi resinosi, anche se semplice, non identifica in maniera precisione la loro classificazione botanica. Volendo perciò essere più rigorosi si può dire che gli alberi resinosi coincidono essenzialmente con le conifere e perciò con gli alberi aghifoglie.

Conifere

Le conifere come l’etimologia latina del loro nome indica sono portatrici di coni o pigne. Sono perciò alberi che conservano i loro semi nudi in una struttura di legno a forma di cono che è appunto la pigna e non all’interno di frutto come le latifoglie. Esse quindi appartengono alla categoria delle Gimnosperme (parola composta che in greco significa seme nudo). Le conifere hanno origini antichissime infatti i loro progenitori comparvero sulla terra 300 milioni di anni fa. Attualmente esse sono diffuse in entrambi gli emisferi, prediligendo aree fredde o montagnose. Costituiscono circa un terzo delle foreste mondiali ed in Italia i loro boschi delimitano una superficie che è circa il 15% della superficie boschiva complessiva. Le regioni con maggior diffusione di conifere sono: Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige. Le conifere sono alberi sempreverdi (non perdono annualmente tutte le foglie come le decidue), hanno foglie a forma di aghi e non fanno né fiori, almeno nell’accezione convenzionale, né frutti.

Occorre per precisione ancora aggiungere che esistono anche poche latifoglie che secernono un fluido lattiginoso che potrebbe essere assimilato a resina anche se ha caratteristiche diverse. Un esempio del nostro territorio di un tale albero è rappresentato dal faggio.

Per contro il legno di alcune conifere è privo dei canali resiniferi (tubercoli in cui circola la resina) che costituiscono la caratteristica distintiva degli alberi resinosi anche se la resina può essere contenuta nella sola corteccia. Esempi di tali alberi sono cipresso, abete bianco e tasso.

Caratteristiche degli alberi resinosi.

Le caratteristiche degli alberi resinosi sono quelle tipiche delle conifere e quindi:

  • Non sviluppano fiori e conseguentemente frutti.

  • Hanno legno secondario (interno al tronco) particolarmente compatto per la presenza delle cellule resinifere lignificate.

  • Se viene tagliata loro la chioma alla base, contrariamente alla maggioranza degli alberi a foglie larghe, non sviluppano più getti dal ceppo.

  • Sono quasi tutti sempreverdi tranne un numero molto limitato di specie (poco più di una decina).

  • Il loro legno presenta un gran numero di evidenti canali resiniferi che sono costituiti dalla sovrapposizione di grosse cellule cilindriche contenenti resina.

Utilizzo degli alberi resinosi.

Gli utilizzi più comuni sono:

  • Come alberi ornamentali dato il loro notevole portamento se crescono isolati hanno infatti una forma perfettamente conica.

  • Come alberi di rimboschimento di terreni abbandonati per contrastare il dissesto idrogeologico del territorio.

  • Per produrre legna che verrà utilizzata per: riscaldare abitazioni; realizzare mobilio, infissi etc.

  • Per la raccolta di resina. Resina da cui si ricavano: oli essenziali, vernici e collanti, solventi.

Elenco: alcuni degli alberi resinosi più comuni sul nostro territorio.

  • Cipresso comune (Cupressus sempervirens). Originario dell’Iran fu importato nel Mediterraneo dai Fenici. Raggiunge anche i 40 metri di altezza. Viene usato come pianta ornamentale e dal suo legno particolarmente duro si costruiscono mobili. Il suo aroma particolarmente forte e penetrante lo protegge infatti dalle tarme ed altri parassiti del legno.

  • Ginepro comune (Juniperus communis). Vive su terreni incolti fino ad altezza di circa 3000 metri. E’ un albero di modeste dimensioni che al massimo raggiunge i 10 metri di altezza. Le bacche vengono utilizzate per aromatizzare i cibi, per ricavarne una grappa (hanno un tenore zuccherino) e per ricavarne oli essenziali.

  • Abete bianco (Abies Alba). E’ un albero imponente che può superare facilmente i 50 metri di altezza. L’esemplare europeo più grande si trova a Lavarone in Trentino ed ha un’altezza di oltre 50 metri ed una circonferenza del tronco di circa 5 metri.

  • Cedro del Libano (Cedrus libani). E’ originario del vicino oriente ed in particolare del Libano ma per la sua maestà ed imponenza è presente in tutti i nostri giardini.

  • Larice comune (Larix Decidua). E’ originario dell’Europa centrale e della catena delle Alpi. Ha la caratteristica di non essere sempreverde e perdere le foglie in inverno. Il legno viene utilizzato per realizzare staccionate per bloccare valanghe e per lavori di carpenteria.

  • Pino cembro (Pinus cembra). Originario delle Alpi solitamente raggiunge altezze di 15 metri ma può arrivare anche ai 25. Produce un legno molto pregiato utilizzato per intagli e sculture.

  • Pino loricato (Pinus Heldreichii). E’ diffuso nella penisola balcanica e nel Sud Italia in particolar maniera in Basilicata e Calabria. Raggiunge altezze di 25/30 metri ed è molto longevo. In Basilicata ne è stato censito un esemplare che ha un’età accertata e documentata di 963 anni.

Supervisore: Giuseppe Travaglione
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