Come di ogni specie vivente, anche per gli alberi esistono le specie rare. Basta guardarsi intorno per vedere che il giardino del vicino è personalizzato dalla presenza di almeno un albero che non passa inosservato per maestosità, imponenza, eleganza, come un grosso tiglio, una maestosa quercia, un raffinato albero di gelso, ma la circostanza assume un significato maggiormente intrigante se a personalizzare il nostro giardino è un albero raro.
Purtroppo, non c’è molta attenzione per le specie di cui s perde traccia nel tempo. A livello nazionale, la Val d’Aosta, la regione meno estesa del nostro paese, conta oltre 100 alberi appartenenti ad oltre 50 specie, di cui alcune molto rare, catalogate come alberi monumentali e protetti da una specifica legge regionale.
Spesso si deve all’iniziativa di privati cittadini, se a tutt’oggi si sono tenute ancora in vita alberi, in particolari da frutta, uscite di scena dalle colture comuni.
E’ il caso, per esempio, di Isabella Dalla Ragione che nella sua azienda agricola di San Lorenzo di Lerchi, a pochi chilometri da Città di Castello, nel corso degli anni ha messo in salvo diverse decine di alberi da frutto a rischio di estinzione, la cui coltura è stata man mano abbandonata, perché non rispondente alle esigenze delle nuove leggi di mercato. Al riguardo ricordiamo, il ciliegio bianco, il melo muso di bue, il fico gigante, le mele sasse, cosiddette perché dure come pietre, ecc.
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