Alberi italiani: quali sono? Caratteristiche e tipologie.

Quali sono gli alberi italiani? Le specie arboree presenti nel nostro paese superano le 500, ma quelle autoctone, ossia che crescono spontaneamente in Italia sono poco piĆ¹ di un centinaio. Analizziamo le tipologie e le relative caratteristiche.

Alberi italiani: quali sono? Caratteristiche e tipologie

Cosa si intende per alberi italiani?

In maniera semplicistica saremmo portati a rispondere che gli alberi italiani sono tutte le specie che crescono sul suolo della nostra penisola. In realtà la risposta è un poco più complessa ed articolata. Bisogna, infatti, far distinzione tra gli alberi italiani autoctoni, ossia che crescono spontaneamente in Italia e che ne costituiscono la flora originaria, ed alberi importati, ossia natii di altre aree geografiche, successivamente introdotti sul nostro territorio. La sorpresa, che si ricava seguendo detto criterio, è che delle circa 650 specie arboree che popolano il nostro suolo solo 150 sono autoctone, e di esse solo circa 40 sono diffuse in maniera apprezzabile. Ne segue che statisticamente solo un albero su sedici (circa) è originario del nostro territorio.

Caratteristiche e tipologie degli alberi autoctoni e non.

Appare chiaro da quanto abbiamo fin qui detto che la categoria “ alberi italiani” è variegata ed eterogenea. Per questo motivo è impossibile selezionare un insieme di caratteristiche che siano comuni a tutti gli elementi della collettività e che in qualche maniera ne definiscono una precisa connotazione. Inoltre la particolare conformazione geografica della nostra penisola consente, in una estensione tutto sommato molto ridotta, una escursione climatica molto ampia. Basta a tal proposito considerare il clima della Sicilia e quello dello Alto Adige. Escursione climatica che influenza pesantemente le caratteristiche degli alberi.

Come per le caratteristiche, per i medesimi motivi, non è possibile fornire una classificazione che sia propria degli alberi italiani. Si può però far riferimento ad una classificazione più generale propria degli alberi e quindi parlare di alberi sempreverdi italiani, alberi centenari italiani, etc.

Quali sono gli alberi autoctoni italiani?

Nel seguito riportiamo una lista ovviamente largamente approssimata per difetto delle specie arboree italiane autoctone più diffuse.

  • Abete (Abies). In Italia è spontanea ed anche discretamente diffusa sia sulle Alpi che sull’Appennino la specie Abete bianco (Abies alba). Una sua particolare varietà nota come Abete dei Nebrodi popola i monti Nebrodi e Madonie della Sicilia. Sulle Alpi è diffuso l’Abete rosso. Può raggiungere anche 80 m di altezza e diametro del tronco di 4 m. Contrariamente ai Pini ha aghi appuntiti ed inseriti singolarmente sui rami e non a gruppi.
  • Alloro (Laurus nobilis). E’ spontaneo nel bacino del Mediterraneo e quindi in Italia. Se potato ha l’aspetto di un arbusto ma se lasciato crescere raggiunge altezze superiori ai 10 m con fusto dritto ed eretto. Ha foglie sempreverdi, lucide, ovali, di colore verde cupo e fortemente aromatiche. Era considerato sacro da antichi Greci e Romani e con le sue foglie si realizzavano corone che adornavano il capo dei vincitori dei giochi Delfici. Attualmente si usano per adornare i neolaureati.
  • Acero. E’ un genere di alberi che annovera all’incirca 200 differenti specie. Tra queste alcune crescono spontaneamente sul nostro territorio. Tra gli Aceri autoctoni quelli più comuni sono: l’acero campestre, l’acero italico, l’acero riccio e l’acero napoletano. Possono raggiungere altezze ragguardevoli, anche di 30 metri, ed hanno foglie con molti lobi: solitamente 5 (come quella raffigurata nella bandiera canadese) ma possono arrivare anche a 7 o 9.
  • Betulla. E’ un genere che raggruppa almeno 40 differenti specie. Sono spontanee in tutto l’Emisfero Boreale e quindi anche in Italia. Raggiungono altezze tra i 15 ed i 30 metri ed hanno foglie caduche la cui forma varia con la specie. Hanno tronco e rami ricoperti da corteccia bianca e crescono rapidamente. Sono, per questa loro caratteristica, largamente utilizzate per consolidare terreni franosi e per il rimboschimento di aree interessate da incendi.
  • Castagno (Castanea). Sono un genere di alberi simili agli aceri composti da numerose specie. Quelle autoctone dell’Europa e quindi dell’Italia sono costituite dalla sola Castanea Sativa o Castagno europeo. E’ un albero di alta collina che ha costituito per millenni una risorsa fondamentale per l’uomo sia per il legname sia per i suoi frutti. Il castagno europeo raggiunge altezze anche di 30 metri ed è dotato di un robusto fusto colonnare. E’ una pianta che ha una lunga aspettativa di vita anche 1000 anni. Le foglie sono oblunghe e lunghe una ventina di centimetri. Il frutto è marrone ed è contenuto in un involucro spinoso noto col nome di riccio.
  • Ciliegio o Ciliegio selvatico o anche Ciliegio degli uccelli (Prunus avium). E’ un albero tipico dell’area collinare ed è insieme al Ciliegio aspro (Prunus cerasus) il progenitore del ciliegio coltivato che ci regala la saporita frutta estiva che arricchisce la nostra tavola. Raggiunge altezze ragguardevoli dai 15 ai 30 metri e vive un centinaio di anni. Le foglie, che sono caduche, hanno forma oblunga. Il frutto ossia la ciliegia è rosso, lucido, carnoso e contiene il nocciolo.
  • Cipresso (Cupressus). E’ un albero sempreverde di forma caratteristica (conica) e dimensioni degne di considerazione, infatti, raggiunge e supera tranquillamente i 50 metri. I suoi frutti sono una sorta di coni legnosi denominati gabuli.
  • Faggio (Fagus). E’ un genere di albero autoctono dell’Europa e come tale anche dell’Italia. Dove è rappresentato dalla sola specie Fagus silvica. Può raggiungere altezze di più di 30 metri. In passato il suo legno era molto utilizzato ed un esempio è costituito dai remi delle galee della Serenissima Repubblica di Venezia.
  • Larice (Larix). E’ una conifera autoctona del nostro paese nell’unica specie Larix decidua. Predilige le aree montagnose ed è possibile incontrarlo a quote superiori ai 2000 metri. Raggiunge altezze di 40 metri ed ha foglie aghiformi.
  • Noce da frutto o Noce bianco (Juglans regia). Sebbene sia originario dell’Asia minore è stato importato in Europa ed in Italia almeno 9000 anni fa. E’ un albero di altezza considerevole (anche 40 metri) e con un tronco dritto e massiccio. Ha foglie caduche e frutto composto da una parte esterna carnosa (il mallo) e da una parte interna legnosa (la noce) bi valva che contiene i gherigli che si consumano.
  • Pino (Pinus). E’ un genere di alberi sempreverdi che conta circa 120 differenti specie. In Italia sono spontanei: il pino silvestre, il pino mugo, il pino domestico, il pino d’Aleppo, il pino marittimo. I primi 2 sono tipici della catena delle Alpi gli ultimi 3 delle aree marittime. A differenza degli abeti con cui possono essere confusi gli aghi dei pini sono riuniti in gruppi e non inseriti direttamente nei rami.
  • Pioppo (Populus). Sono alberi che contano 30 specie diverse. Sono originarie dell’emisfero settentrionale e quindi anche dell’Italia. Dove però crescono spontaneamente solo i pioppi bianchi, i pioppi tremoli ed i pioppi neri. I pioppi possono raggiungere altezze comprese tra i 15 ed i 30 metri con circonferenza del fusto che può superare i 2,5 metri.
  • Platano orientale (Platanus orientalis). Appartiene alla famiglia delle Platanacee ed è spontaneo nel Mediterraneo orientale e quindi in Italia meridionale e Sicilia. E’ un albero molto imponente che supera tranquillamente i 40 metri di altezza. Ha foglie abbastanza grandi di forma caratteristica con 5 lobi.
  • Sorbo (Sorbus). Conta almeno 200 specie differenti. Sono tutte alberelli o arbusti che producono frutti molto simili tra loro tranne per dimensione, colore e sapore.
  • Tiglio (Tilia). Conta molte specie e tra queste sono originarie del nostro territorio solo il tiglio cordata ed il tiglio nostrano. Sono alberi di notevoli dimensioni ed anche longevi possono infatti facilmente superare i 250 anni.

Supervisore: Giuseppe Travaglione
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