Quando si parla di
alberi giapponesi, il pensiero corre agli
alberi miniaturizzati ottenuti grazie a particolari tecniche, quali interventi di potatura, rinvasi, applicazione di pesi e fili, di cui i giapponesi sono tra i più famosi maestri. Di grande interesse è il mercato di questi alberi in miniatura, alberi decidui, già modellati o allo stato naturale, da modellare secondo i propri gusti e la propria personalità. Ai
giardini giapponesi, a parte i restanti elementi, fanno capo apprezzati alberi modellati a palla, come il
Rododendro (Rhododendron) o modellati a palchi, come il
Taxus cuspidata. Passando alle piante giapponesi coltivate un po’ in tutto il mondo, essi spaziano dal
Nespolo giapponese al
Larice giapponese, dalle varie specie di Aceri al
Ciliegio giapponese, dal
Pino al
Ginepro, dal
Biloba al
Bamboo, ecc. In particolare, il Nespolo Giapponese ( Eriobotrya japonca Lindl ), albero da frutto, sempreverde, della famiglia delle Rosaceae, oggetto di coltivazione intensiva in diversi paesi, risulta molto apprezzato ai fini ornamentali. Il
Nespolo giapponese è un albero che pur prediligendo un clima temperato, non teme il freddo. Non meno interessante è il
Larice giapponese, della famiglia delle Pinacee, con esemplari che superno i 30 metri ed esemplari tanto piccoli da potersi definirsi bonsai naturali. Apprezzato albero ornamentale in tutta Europa, a partire dagli inizi del secolo scorso, da parte del nostro paese, con scarso successo, si è cercato di utilizzarlo come specie da rimboschimento. Degli
alberi giapponesi, di sicuro gli Aceri sono tra i più famosi, in particolare
l’Acero Palmato ( Acer Palmatum), albero a crescita lenta, caratterizzato da una chioma a cupola e
foglie caduche con forma a stella, foglie che durante l’autunno si colorano di rosso.
L’Acero palmato, oltre ad essere la pianta più amata dai giapponesi, dai tanti significati simbolici, è una pianta molto diffusa anche nei nostri giardini, che possiede una grande predisposizione alle tecniche bonsai. L’Acero non è una pianta molto esigente, facile da coltivare, che predilige un substrato drenante, in grado di scongiurare i
ristagni idrici. Sebbene teme quest’ ultimi, necessità di essere innaffiata durante le stagioni calde.
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